Il buen ritiro del Duca Bianco
Rolling Stone chiede a tutta copertina ‘Che fine ha fatto David Bowie?’. E già questa domanda ci dovrebbe fare riflettere sui tempi in cui stiamo vivendo, non riusciamo a staccarci dal passato, forse perché il presente è talmente misero da disorientarci e farci cercare vecchi punti di riferimento, più certi, consolidati. Ma io credo non dobbiamo rimpiangere David Bowie. Probabilmente il Duca Bianco, oltre ai problemi di salute, sente di non aver più niente da dire: sa benissimo che se desse alle stampe un dischetto o si imbarcasse nel solito tour nostalgico, si riempirebbe le tasche con fior di bigliettoni. Ma il fatto è che a lui, oggi 65enne, questo non interessa. Bowie è stato, anzi, lo è ancora, un mito assoluto, ce ne sarebbe da parlare per giorni. Quando però alla fine degli anni 90 si è reso conto di aver un po’ esaurito la vena creativa, semplicemente ha cominciato a chiudere la porta: si gode i suoi diritti d’autore e la bella moglie. Non reclamatelo, ci sono in giro già abbastanza vecchi leoni che proprio non ne vogliono sapere di mollare l’osso; qualcuno lo perdoniamo, altri invece ci propinano dischi imbarazzanti. Di Bowie basta mettere su un vecchio album, specie quelli di Berlino sembrano usciti due giorni fa tanto sono attuali.