Le schiacciate di Saddam
CHE COSA HANNO in comune Charles-Edouard Jeanneret-Gris, più noto con lo pseudonimo di Le Corbusier, Saddam Hussein, la pallavolo e i marines americani? Un luogo, nato per essere un esempio e passato attraverso guerre e sogni infranti.
E’ la storia del Ginnasio di Baghdad, che l’Iraq con l’aiuto della Francia sta cercando di recuperare, come racconta l’agenzia Tm-news. Nata come una monumentale astronave ammiraglia in cemento, la costruzione a est di Baghdad ha resistito tutto sommato abbastanza bene a decenni di guerre, sanzioni e violenze che hanno attraversato l’Iraq.
Fu commissionata nel 1957 e concepita come prima parte di un villaggio olimpico in fase di progettazione. Le Corbusier lo considerava ‘uno dei più grandi esempi dell’architettura del XX secolo’. La rivoluzione del 1958 bloccò il progetto, ma una volta al potere, Saddam Hussein, che a quanto pare era un appassionato di architettura, rilanciò il progetto nel 1980. A occuparsi della costruzione è stata l’associazione Georges-Marc Présenté, che ha vigilato sull’applicazione dei principi stabiliti da Le Corbusier, il qualee aveva disegnato personalmente “qualcosa come 500 schizzi”, come spiega Mina Marefat, storica di architettura di Washington specializzata nella produzione del maestro francese.
Una volta costruito, il ginnasio di Baghdad ha accolto “generazioni di sportivi iracheni”, ai quali ha permesso di “giocare a basket, volley e cimentarsi nella ginnastica”. Racconta il direttore del Ginnasio, Wasfi al Kinani: “Per gli sportivi iracheni, è un’eredità storica e un simbolo”.
Mancano i Marines. Nel 2003, la struttura venne occupata dalle forze Usa in Iraq e usata come caserma. Ora le truppe sono partite, il Ginnasio è tornato agli iracheni ma non viene usato per motivi di sicurezza. Questione di tempo.