Il grande abbraccio
LONTANO da Roma e dai veleni, papa Ratzinger riparte da Milano. E lo fa richiamandosi «alla città laica e della Fede che deve concorrere al bene comune», spazzando via quelle nubi polemiche che avevano offuscato la vigilia dell’arrivo del Pontefice. La città «crocevia di popoli e di culture» lo applaude senza riserve e lo acclama in un coro all’unisono che ne saluta il passaggio: «Benedetto, Benedetto…». Risponde allargando le braccia, come volesse abbracciare l’intera piazza. Gesti contenuti come le parole che misura richiamandosi a valori semplici, a partire dal tema di questa tre giorni, ovvero la famiglia, la cui «riscoperta è patrimonio dell’umanità». Un intervento breve e intenso, preceduto dal benvenuto del sindaco Giuliano Pisapia che, da premuroso padrone di casa, si è anche preoccupato, mentre il Papa parlava, di sistemargli la mantellina mossa dal vento. In un clima di affettuosa vicinanza, è il cardinale Angelo Scola ad anticipare la linea di questa lunga visita e lo fa parlando dei 400mila bambini che, finite le scuole, presto affolleranno gli oratori delle parrocchie durante la stagione estiva. Questa è la chiesa che vuole tornare protagonista di una rinascita auspicata, una comunità capace di ripartire dalle proprie radici, dalla semplicità che ne ha caratterizzato le origini e alla quale è giusto richiamarsi in un momento nel quale anche il Vaticano rischia di essere travolto dagli scandali. La presenza del cardinale Tarcisio Bertone è un segnale, un messaggio evidente della fiducia riposta nel proprio più stretto collaboratore, anche se la partecipazione del segretario di stato vaticano, verrà poi ufficializzato in serata, sarebbe stata già prevista da tempo.
DAVANTI agli ospiti arrivati da 153 Paesi del mondo, migliaia del milione e più attesi per l’appuntamento di domani pomeriggio a Bresso, inevitabile il richiamo al terremoto, alla solidarietà espressa verso chi si trova a dover fronteggiare l’emergenza. La bandiera papale e il tricolore sventolano dall’alto del Duomo, mentre le note di «Oh mia bela Madunina» salutano la Papamobile che si sposta verso la Scala dove l’altra Milano, quella ufficiale, lo attende.
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