Miracolo Errani a Parigi, così la piccola Sara sbaraglia le valchirie
Parigi parla italiano. Per il terzo anno consecutivo (dopo il bis della Schiavone) c’è un’azzurra nella finale degli Internazionali di tennis: la romagnola Sara Errani, fantastica protagonista della semifinale contro l’australiana Stoser, numero 6 del mondo. Indomabile Sarina, 1 metro e 64 di altezza, due gambette corte e muscolose, una grinta di ferro, ha trionfato in tre set (7-5, 1-6, 6-3), domando un’avversaria che scavalla il metro e ottanta, ha una potenza muscolare impressionante e in canottiera somiglia più a Blek Macigno che a una tennista.
Aggressiva e saggia, la ”pulce” Errani, numero 23 del mondo, ha cercato di spostare la mastodontica avversaria da un capo all’altro del campo, ha cambiato velocità di gioco, è scesa a rete in poche e decisive occasioni, ha usato la smorzata e la volèe, confermandosi una tennista matura e ricca di personalità. Non è un caso se a 25 anni si ritrova finalista nel singolo e nel doppio, la sua specialità di provenienza, quella che l’ha portata al numero 8 del ranking mondiale di categoria. Alla Sara singolarista mancava la fiducia in se stessa, la piena consapevolezza che si conquista solo con i successi importanti. Parigi per lei rappresenta una svolta della vita, la certezza che l’olimpo del tennis non è irraggiungibile per questa piccola furia, capace di compensare con classe e agonismo i limiti fisici che la separano dalle valchirie che dominano il tennis mondiale.
Ha cuore e carattere, ha tecnica e intelligenza tattica, Sara. Può fare il miracolo di vincere a Parigi e allora capirà che da Massa Lombarda si può arrivare sul tetto del mondo. Basta crederci fino in fondo.