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Il testamento obbligatorio delle banche Usa

JP MORGAN, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Bank of America, insieme a Deutsche Bank, Braclays, Credit Suisse e UBS, dovranno tutte «fare testamento» entro il 1 luglio. In altre parole le 9 più grosse banche americane non stanno per morire, anzi, ma in caso finissero in bancarotta, dovranno scrivere nero su bianco le loro volontà sul come dissolversi ed essere liquidate secondo le nuove regole del mercato. Il salvataggio del governo federale nel 2008-2009, ha suscitato profonde controversie soprattutto perché il solo istituto di credito che nessuno ha voluto ripescare è stata la Lehman Brother implosa e ridotta in frantumi mentre tutte le altre banche con iniezioni più o meno pesanti di denaro pubblico sono riuscite a salvarsi e tornare prepotentemente all’utile. Ma basterà un «semplice testamento» a salvare il sistema da un nuovo crollo?

Molti ritengono che il «testamento delle banche» che andrà riaggiornato di anno in anno sotto la spinta dei «regulators» della FDIC (Federal Deposit Insurance Inc) e che riguarderà tutti gli istituti grandi e piccoli, non è comunque uno strumento da solo sufficiente ad evitare il «too big to fail» troppo grande per fallire. L’exit strategy politica, adottata prima con Bush poi con Obama, per non condannare all’autodistruzione le grandi istituzioni finanziarie Usa, finite vittime dei loro stessi rischi, dopo essere state il cinico, diabolico e incontrollato motore della speculazione a livello internazionale, potrebbe non morire.

QUELLO che gli americani chiamano adesso il «living will» non sembra tuttavia un paracadute sufficiente, anche se James Dimon, il chairman di JP Morgan nella sua ultima audizione al senato dopo il «buco» misterioso da 4 miliardi di dollari ha detto con tranquillità che il «testamento bancario» permetterebbe alle grandi istituzioni di fallire ma senza danneggiare l’economia per i cosiddetti effetti a catena. Resta un fatto: dopo il 1 luglio il «testamento» con i suoi piani operativi dovrà diventare pubblico, ma nessuno sa ancora dove verrà conservato e chi potrà averne accesso. I legislatori americani vogliono sfruttare l’«effetto deterrenza», ma per ora sembra soltanto un semplice «effetto funebre».