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Ducati batti un colpo

Ora la situazione è più chiara. No, il tredicesimo posto e nemmeno la gomma spappolata che ha costretto Valentino a rientrare ai box, quasi non hanno un significato, davanti a ciò che sta realmente accadendo fra Rossi e la Ducati. Per farla breve, siamo di nuovo alle frecciatine. Al dico, non dico, alla distribuzione delle colpe che poi sono quasi sempre il prologo di litigi più cattivi, strappi, rancori e via dicendo.

Ok, ora la situazione è più chiara e Valentino, proprio come in Qatar (prima tappa di questo Mondiale), è tornato ad alzare il tiro. A spingere nella direzione del ‘cosa posso farci io se la moto…’. Insomma Rossi continua a perdere ma comincia a difendersi. E a cercare di far capire in giro che se anche il suo 2012 (come il 2011) finirà in un disastro la colpa non è la sua. O solo la sua.

Ok, ora la situazione è più chiara, ma la Ducati deve reagire. Deve dire, spiegarsi, forse difendersi. Deve ricordarsi e ricordare che la Desmosedici è un moto che la sua figura l’ha sempre fatta. Ha vinto, ha lottato, ha sognato. Certo, questo non servirà a recuperare un matrimonio che forse è già in attesa di una sentenza di separazione, ma servirà a ridare entusiasmo, coraggio e stimoli a chi la Ducati l’ha sempre amata. Sempre.