Il vento fa il suo giro
CI FOSSE stato un solo astrologo che un anno fa avesse previsto tanti leader cadere come birilli nell’arco dei successivi dodici mesi. Non per rovinare le aspettative di chi fra oggi e domani consulterà oroscopi e veggenti aspettando di aver risposte certe per il proprio futuro, ma nessuno aveva predetto una simile falcidia. L’onda poi non sembra essersi fermata e nel 2012 altri nomi illustri potrebbero aggiungersi alla lista. Molti potenti non è che se la passino bene e forse confidano negli astri per resistere al potere.
D’ALTRONDE quello del leader è un mestiere duro, paragonabile all’arte di un equilibrista. In anni recenti più di quanto non fosse in passato. Certo, la televisione ha cambiato il mondo: Richard Nixon nel 1960 avrebbe trionfato contro John Fitzgerald Kennedy se non fosse stato per i dibattiti televisivi e alcune crudeli inquadrature dal basso che lo resero sinistramente poco rassicurante, molto più di quanto in realtà non fosse.
È PERÒ anche vero che tv, manifesti, radio, giornali, ai quali da qualche anno è necessario aggiungere la rete, da soli non potrebbero nulla. L’opinione pubblica è in continuo movimento secondo logiche che spesso sfuggono anche ai più attenti spin doctor, moderni burattinai della propaganda politica. Prevedere la caduta di Mubarak e Gheddafi non era affatto scontato nel dicembre 2010 e in pochi avrebbero anche scommesso sulla vittoria di Giuliano Pisapia. Eppure il vento arancione aveva già iniziato a soffiare: quei lunghi cortei di ciclisti che invadevano (e invadono) le strade di Milano erano composti solo da studenti fuorisede?
E I CATTOLICI portati per natura al perdono, ma anche ortodossi cultori di una morale non propriamente libertina, quanto avrebbero potuto sopportare certe trasgressioni del leader massimo del centrodestra? Ancora una volta l’ultima spallata l’ha data la tv e, come per Nixon, anche per Letizia Moratti attaccare non è stata l’arma vincente. E chi applaudì all’affondo mediatico dell’ex sindaco, ha dovuto poi fare i conti con altri tonfi imprevisti. D’altronde si sa, quando il vento gira a Milano, prima o poi arriva a Roma. Ma tutto questo le stelle non l’avevano previsto.