Ippocrate, non burocrate…
Una proposta, per il momento solo quella. Ma ce n’è già abbastanza per arrabbiarsi. Alcuni parlamentari, invece di andare al mare o pensare di tagliarsi lo stipendio più alto d’Europa e del mondo civile, hanno pensato di indirizzare al governo la richiesta di attivarsi per limitare la prescrivibilità dei farmaci in fascia A a un solo pezzo per ricetta, con l’esclusione degli antibiotici monodose, i medicinali destinati alla terapia del dolore e delle terapie per gli esenti per patologia.
Per Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami, il sindacato autonomo dei medici, “l’analisi che viene riportata per dimostrare che prescrivere un pezzo a ricetta porta al risparmio è puerile e denota l’assoluta non conoscenza della materia di chi fa proposte del genere. Se un paziente ha necessità di una compressa al giorno per l’ipertensione e la confezione ne contiene 14, il farlo tornare dopo due settimane per un’ulteriore prescrizione significa zero risparmio in termini economici per il sistema sanitario nazionale, punizione per il cittadino che deve recarsi nuovamente dal medico per la ulteriore prescrizione, disagi per tutti i pazienti per il raddoppiarsi dei tempi di attesa in sala d’aspetto, lavoro doppio del medico per l’aumento della burocrazia”. Testa è il primo ad arrabiarsi coi politici: ”Non siete stati in grado di governare e vi siete fatti commissariare dai tecnici. Non fate altri danni cercando di fare i tecnici senza averne le capacità”.
twitter: @CorradoCattaneo