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Rivoluzione Ampera, addio ansie da ricarica

Quando Opel Ampera fu eletta auto dell’anno 2012 qualcuno storse il naso, anche perché il lotto delle concorrenti comprendeva auto importanti e reputate come Range Rover Evoque, Nuova Panda e Volkswagen up!. Eppure con la sua forte componente innovativa, e il marchio dell’elettrico, Ampera e la gemellina Chevrolet Volt hanno convinto la giuria dei giornalisti specializzati. Ecco perché abbiamo accolto con entusiasmo il test di lunga durata, proposto da Opel, per misurare qualità  e limiti di quest’auto davvero rivoluzionaria. La vera particolarità  di Ampera, che la diversifica dalle sempre più numerose vetture ibride, sta nella centralità  del propulsore elettrico, che eroga 151 cavalli di potenza, rispetto al motore termico da 1,4 litri e 86 cavalli. Anche quando la carica di elettroni si esaurisce, il quattro cilindri ricarica le batterie e l’auto procede grazie all’impulso del motore elettrico con un’autonomia complessiva di oltre 500 chilometri. Se non avete un garage, se la vostra città , come spesso accade, non è dotata di colonnine per la ricarica, nessuna paura: un normale pieno di benzina permette allâ’Ampera di coprire circa 450 chilometri, cancellando ogni ansia da rifornimento. Il tempo della ricarica elettrica, invece, è di circa quattro ore per un costo pari a 2 euro e consente alla vettura di coprire circa sessanta chilometri.

Il guidatore può scegliere fra quattro diverse modalità  di funzionamento: normal, sport, mountain (con erogazione di cavalli in aggiunta) e hold, cioè con l’utilizzo del solo motore a benzina. Ma il pregio di Ampera è che esalta tutte le doti dell’auto elettrica, senza dover fare i conti con i limiti di autonomia tipici della categoria. L’accensione è a pulsante e silenziosa al punto da farti dubitare che l’auto sia in moto. Si guida in un silenzio ovattato e irreale, come su un vecchio macinino da autoscontro. L’accelerazione è istantanea e imperiosa, garantita da una coppia di 370 Nm. Quando la carica elettrica si esaurisce, il passaggio di consegne al motore termico è naturale e senza alcun sussulto. Cambiano invece le prestazioni assolute, che toccano il vertice solo con l’impiego delle batterie agli ioni di litio.

Il cuore elettrico dell’ Ampera è garantito per dieci anni o 240 mila chilometri e non richiede alcun tipo di manutenzione. In piena velocità  e nelle curve mostra grande stabilità , grazie al pianale ribassato, mentre lo sterzo risulta un po’ morbido nelle manovre più¹ brusche. Il design marcatamente sportivo, i grandi fari sinusoidali, la linea filante da coupé contribuiscono all’ alone futuristico dell’auto, ancora più evidente nei comodi interni, nel quadro strumenti e nel navigatore, che ha una modalità  specifica per evidenziare i flussi di energia e l’utilizzo dei due motori durante la marcia. Omologata per quattro, l’ Ampera non

è l’auto ideale per ospitare passeggeri sopra il metro e 80 nei sedili posteriori. E per completare il capitolo delle cose da migliorare, ecco il bagagliaio che si ferma a 301 litri e il telaio ribassato che mette a rischio lo spoiler anteriore nei parcheggi a pettine.

Nel complesso una vettura riuscita, decisamente raccomandabile per chi mira a contenere le spese. I costi di gestione, grazie al motore elettrico, sono ridotti al minimo e la media dei consumi, impiegando entrambi i propulsori, si assesta a 1,6 litri di benzina per 100 km, considerando che 60 vengono coperti con la carica del motore elettrico. Resta il problema del prezzo di listino, oltre i 45 mila euro. Ma le tecnologie del futuro hanno un costo importante e l’evoluzione della specie potrà  ridimensionare anche quello.