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Fare soldi con Twitter

Rovesciare il mercato con un tweet. O, almeno, condizionarlo. Ciò che qualcuno tra i trader più sensibili ha già sperimentato sul proprio portafoglio è adesso l’oggetto di ricerche sistematiche, attraverso le quali università e istituzioni finanziarie sondano il rapporto tra social network e Borse.
Un esempio eloquente di cinguettio suggestionante è volato sul web la settimana scorsa quando Bill Gross – fondatore di Pimco, forse il più grande gestore obbligazionario al mondo – consigliò acquisti di oro anticipando le decisioni di Draghi e della sua Bce. Un successo. Per lui e per chi l’ha seguito nel volo.
L’università dell’Indiana sostiene che Twitter riesca addirittura a percepire l’umore (se non proprio a predire l’andamento) del Dow Jones, nell’86,7% dei casi.

 
Il colosso svizzero Credit Suisse ospita, nel suo sito, approfondimenti e interviste per risparmiatori internauti: i follower di Twitter – sostengono – possono dare una mano a scansare bagni di sangue negli investimenti fornendo dati, confidenze, rumors soprattutto nei settori più delicati.
Non basta. Si spinge ancor più avanti la Technical University di Monaco: un suo studio evidenza come il cinguettio dell’uccellino possa offrire un’informazione specializzata capace di testare i sentimenti del mercato in tempo reale, dunque di fornire segnali utili e profittevoli.
Un dato è certo: tra i milioni di tweet si scovano quelli di economisti come Nouriel Roubini, del nobel dell’economia Paul Krugman, di super-tecnocrati come Christine Lagarde direttore del Fmi, o del presidente della Fed Ben Bernanke. Oltre a banchieri, esperti, trader, manager.
Anche l’universo degli oltre 800 milioni di utenti di Facebook potrebbe funzionare come sfera di cristallo nello svelare tendenze anticipatrici di movimenti azionari, grazie alla gran massa di informazioni e ai migliaia di gruppi orientati a finanza, investimenti e speculazione. Dal Giappone alla Scandinavia. Fino a Zecco, applicazione per Facebook firmata Wall Street.
La rete dunque come una specie di pozzo di San Patrizio, dove proliferano felici i «social investor» (portali internet dedicati), le nuove piattaforme di trading (la britannica Hedge Fund Twitter) o i forum finanziari. Con un’avvertenza: in un universo in divenire dove tutti parlano e dove spesso prevale la legge del gregge, non è tutto oro quel che luccica.