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Chi non ha paura?

Leggo, dal materiale che ho preparato per il mio corso sulla paura la seguente definizione: “Provare paura verso un oggetto o un evento significa essere in grado di valutarne la pericolosità e quindi mettere in atto una serie di azioni in grado di limitarne la valenza negativa e distruttiva e a volte di trasformarla in modo costruttivo” .
Questa è la paura “sana”, quella che ci consente di analizzare le situazioni, studiare un piano d’azione e gestire il nostro comportamento tenendo presente eventuali pericoli.
Ma Floriana, una mia amica, che in questo momento sta cercando di combattere quella brutta bestia che è la depressione, mi parla di paure che alimentano i suoi pensieri, che riempiono la sua mente, che non riescono più a stare attaccate a un evento o a una situazione precisa. Paure per il tutto, per quando tornerà a vivere i suoi giorni scanditi dagli impegni quotidiani, paura di non farcela a lavorare, paura di gestire le sue giornate.
Chi di noi è senza paure?
Quelle paure irrazionali che ogni tanto compaiono nelle nostre menti e che facciamo fatica a scacciare: perdere il lavoro, le malattie nostre e dei nostri cari, non essere adeguati a certe situazioni, non riuscire a gestire alcune relazioni interpersonali, paura di violenze.
La paura accompagna le nostre vite e in alcuni momenti di fragilità sembra prendere il sopravvento perché il suo obiettivo è quello di bloccare ogni azione, di annullare la nostra capacità di decisione e la nostra risolutezza.
E’ essenziale lasciare scorrere le paure, non bloccarle, non fissarsi su alcuni pensieri che rischiano di diventare come l’acqua. Quando si blocca l’acqua diventa potentissima e pericolosissima, quando la si lascia scorrere come un ruscello rimane trasparente e senza forza.
Il periodo storico che stiamo attraversando sembra terreno fertile per far nascere e potenziare le paure irrazionali – già ce ne sono tante, troppe razionali -.
Pochi sono i messaggi di speranza e gli esempi positivi.
La paura non consente di esprimersi al meglio, genera involuzione e praticamente nessuna apertura verso l’esterno.
Essenziale esercitarsi per comprendere quali sono le paure sane, quelle che ci fanno riflettere su alcune decisioni da prendere, quelle che ci allontanano dal pericolo (vivere senza queste paure significherebbe protrarre la nostra epoca adolescenziale per tutta la nostra esistenza con i danni che ne conseguirebbero) e quali sono le paure che vengono a ronzare nelle nostre menti come quelle fastidiosissime zanzare che sembrano divertirsi a ballare vicino alle nostre orecchie nelle notti d’estate. Tolgono il sonno e non sono utili a nulla.