O si nuota o si affoga (anche qui)
O si nuota o si affoga. Parola e musica di David Cameron, primo ministro britannico. «Alla fine — ha scandito di fronte al congresso annuale del partito Conservatore — la Gran Bretagna ce la farà». Cameron ha sottolineato che il risanamento del deficit “durera’ piu’ del previsto” e che i danni all’economia “sono peggiori di quelli che pensavamo”. Gli effetti della crisi economica degli ultimi anni, assieme alla crescita di nuove potenze economiche, ha avvertito, significano chei britannici non devono cullarsi “in un falso senso di sicurezza” sulla possibilita’ di tornare alla passata forza economica. “Le
vecchie potenze -ha dichiarato – sono su una brutta china. Sono appesantite, sclerotiche, troppo regolate, spendono per sistemi di welfare che non possono permettersi”, mentre i nuovi giganti economici come Cina, India, Indonesia e Brasile “sono snelli, in forma, ossessionati dall’impresa, spendono per il futuro: l’istruzione, incredibili infrastrutture e tecnologie”. «Non intendo — riferiscono le agenzie rimanere qui come primo ministro e assistere al declino di questo Paese. Il mio lavoro, il nostro lavoro, e’ assicurare che in questo 21esimo secolo, come in quelli che l’hanno preceduto, la Gran Bretagna sia in crescita». Una lezione, da leader, che stride un po’ con quello che sta accadendo in Italia con la manovrina da 11,6 miliardi.
Ecco, forse Monti avrebbe fatto meglio a chiarire che il senso della legge di stabilità non è quello di redistribuire i carichi dei sacrifici ma, appunto, tenere stabili i conti pubblici. Il cambio Irpef-Iva che sta suscitando tante polemiche sarebbe stato, così, facilmente evitabile ed avrebbe evitato le speculazioni sul governo che da un lato dà (meno Irpef) e dall’altro prende (Iva su di un punto anzichè due). Speculazioni che nascondono un’amara verità e non rendono giustizia all’operato del governo tecnico. Chi alza troppo la voce dimentica come era messo questo paese un anno fa: l’esecutivo del prof, nel bene e nel male, ha allontanato il paese dal baratro, l’amara verità è che l’emergenza non è finita. E se poi alziamo un po’ lo sguardo oltre le beghe di casa nostra (dal malaffare alle primarie) potremmo persino renderci conto che abbiamo un problema: o si nuota o si affoga vale anche per noi (europei).
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Post scriptum: se qualcuno passa da Piacenza venerdì pomeriggio, alle 18, sarò con Massimo Degli Esposti al convegno.
“Prospettive dell’Euro: ragioni per un cauto ottimismo” con Michele Calzolari, presidente Assosim