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Con dirigenti da asilo il basket non può fare il salto di qualità

C’è qualcosa che non funziona se i dirigenti più navigati (Cappellari e Crovetti) non hanno poltrona, se il tecnico più esperto (Pancotto) non allena, se il capitano della Nazionale (Mancinelli) non gioca, se la tv che si vede meglio (Sky) non trasmette. E se la società più nobile (Milano) sente il dovere di andare a bussare alla porta dei dirigenti Rai per oscurare la parola crisi, come se si potessero descrivere in modo più dolce, o addirittura nascondere, i capitomboli di una squadra costruita per vincere. Vien da chiedersi come si saranno mossi gli strateghi Armani con Sportitalia, che dopo il quarto ko in fila a Kaunas ha chiuso la diretta con la pubblicità di un medicinale contro il reflusso gastrico.
C’è qualcosa che non funziona se la Lega apre indagini fidandosi di lettere anonime, diventando complice del giochino delle società che si fanno i dispetti con gli spifferi da portinaia: uno racconta che c’è chi parla con gli arbitri, l’altro fa sapere che c’è chi non è stato punito pur non avendo pagato le tasse, presto ci faranno sapere che qualcuno non ha restituito una biro o ha portato via la merenda all’altro. Prima chiudono un occhio, poi si vendicano: se il livello di questi dirigenti è da asilo Mariuccia, è difficile pensare che possano rendere interessante questo sport, soprattutto fuori dal recinto in cui l’hanno confinato.
C’è qualcosa che non funziona se una delle tv ufficiali del campionato (La7d) continua a non avere un orario fisso: per seguire il basket su un canale che non brilla certo per popolarità non basta più il decoder, ci vuole il gps. Prima il sabato pomeriggio, poi la domenica a pranzo, quindi la domenica sera e infine il lunedì: d’accordo che rimbalzare è verbo adatto a questo sport, ma per avere successo una trasmissione, non solo di canestri, deve dare certezze al telespettatore, non costringerlo ad inseguire.
C’è qualcosa che non funziona se le telecamere si accendono sempre più spesso il lunedì, per trasmettere le stesse squadre: ne esistono altre, con bacini di utenza anche maggiori rispetto a chi fa l’Eurolega. Ad esempio, Sassari: è partita alla grande, ma nelle prime sette giornate non ha trovato una finestra nel palinsesto. Nessuna sorpresa: in un sistema imperfetto, che funzioni così è la regola.
La frase della settimana. «Noi siamo gente di campagna» (Max Menetti, allenatore di Reggio Emilia, dopo la sorprendente vittoria a Milano spiega che esiste anche l’arroganza del podere).