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La grinta di Mazzarri, un allenatore che scopre di essere molto più amato di quanto non creda

Tempo fa, quando avvertì che questa sarebbe potuta essere l’ultima stagione alla guida del Napoli, per prendersi un anno sabbatico, furono in molti a non credere a Walter Mazzarri, 51 anni, dall’ottobre 2009 sulla panchina dei partenopei (ha vinto la Coppa Italia 2012, ha collezionato sinora 308 panchine in serie A, ha vissuto 149 partite alla guida dei campani per un totale di 57 vittorie, 35 pareggi e 26 sconfitte).

In questi giorni si è capito perchè Mazzarri avesse adombrato la possibilità di fermarsi, sia pure temporaneamente. Alcuni malesseri accusato al termine delle ultime partite avevano indotto il medico del Napoli, dottor De Nicola, a prescrivergli una serie di accurati controlli cardiologici che, grazie a Dio, hanno dato esito negativo, dopo che la notizia del day hospital dell’allenatore aveva suscitato preoccupazione per la sua salute.

Mazzarri si è ripresentato a Castelvolturno e ha ricominciato ad allenare il Napoli in vista della prossima partita, in programma a Marassi con il Genoa.

Nel frattempo, il tecnico ha scoperto di essere molto più amato di quanto non creda, per via dello stereotipo di Grande Antipatico appiccicatogli addosso da chi, evidentemente non lo conosce. Telefonate, sms, post, tweet d’incoraggiamento e di auguri piovuti da mezzo mondo: una valanga di empatia che ha piacevolmente travolto l’interessato.
“Anche se siamo uomini di spettacolo non è che dobbiamo rendere pubblica anche la nostra vita privata. Comunque io sto molto bene, mi fa piacere l’affetto della gente”.

Per un uomo tanto appassionato del proprio mestiere,è questo il miglior ricostituente prima di ributtarsi nella mischia. Buon lavoro, irriducibile Mazzarri. La stima di chi l’apprezza sia con lei.

Xavier Jacobelli