Gratti, vinci e cambi vita… O te la rovini
MA CHE bisogno c’è di soffrire in fabbrica? Bastano cinque euro, una grattatina e la vita cambia. È capitato a un operaio quarantenne di Legnano che con un biglietto della lotteria «Turista per sempre» ha dato una svolta alla sua esistenza e a quella della sua famiglia. D’ora in poi, grazie a un ticket acquistato senza farci troppo caso, il nostro fortunato giocatore potrà contare sulla bellezza di un assegno mensile da quindicimila euro, oltre a un primo, immediato versamento di duecentomila e, fra dieci anni, a un altro da centomila. Un colpo da maestro.
SEGUENDO l’istinto, di fronte a storie come questa, verrebbe davvero da pensare che vale la pena tentare la fortuna, perché la costanza prima o poi premia chi non s’arrende. In realtà le cose non stanno affatto così e proprio a causa di questa febbre da gioco ogni giorno migliaia di italiani sperperano milioni di euro. Una iattura per le famiglie che si trovano a dover lottare con chi s’ammala di questo morbo rimanendo intrappolato dalle emozioni di un’inesauribile altalena che a volte illude per poi far disperare.
SE IL CLIMA compiaciuto di queste vincite è comprensibile, viene da chiedersi come lo Stato possa poi invitare i nostri giovani a mettersi alla prova, ad accettare precarietà e lavori duri, quando poi si reclamizzano e si propinano scorciatoie come questa che accontentano uno contagiandone mille.
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