IL GIORNO DELLA MARATONA
Appuntamento alle due di notte nel piazzale della base “Millevoi” di Shama, sud del Libano.
Gli autobus riscaldano i motori, i militari girano nel piazzale, salgono e scendono dai mezzi, chiacchierano, da alcuni capannelli si elevano le risa di chi coglie il momento per raccontare barzellette, ma non fanno sfoggio di armamento e non si apprestano ad iniziare il proprio turno di servizio, sono invece intenti ad affrontare un viaggio notturno che li porterà a Beirut, importante capitale affacciata sul Mediterraneo.
La mattina giungiamo al porto di Beirut. Una imponente organizzazione ci accoglie, i nostri soldati si mischiano alle centinaia di partecipanti già presenti e spariscono nel conteggio che oramai supera notevolmente le trenta migliaia come dichiarato dagli stessi organizzatori. La maratona di Beirut, una manifestazione sportiva seconda solo alla più blasonata competizione statunitense. La capitale libanese ospita questo evento ogni anno in autunno inoltrato, un autunno però che in questa parte del Mediterraneo ha ancora il sapore dei giorni di fine estate. La competizione inizia al porto e termina poco lontano fra percorsi e snodi per le strade di una città turbata da tanti eventi. I suoni ed i colori della città di oggi sono quelli della festa, del grande evento atteso come riscatto alle sentite difficoltà. Gli angoli, le strade ed i palchi per gli osservatori si tingono di mille colori, i colori delle bandiere e degli atleti di tutto il mondo.
I motivi per correre certo non mancano, la competizione sportiva si lascia volentieri sostituire da altrettanti motivazioni; c’é chi corre per sensibilizzare il prossimo sullo spreco dell’acqua, chi lo fa testimoniando la propria opera sanitaria e la ricerca dedicata al mondo dell’infanzia, chi lo fa con la maglia del proprio datore di lavoro, e chi lo fa semplicemente per il piacere di esserci, come noi uomini della “Friuli”.
L’attività di oggi ed i numeri sempre crescenti di una sempre più convinta partecipazione, sono l’icona di un sentimento di rinnovamento, di una speranza nei giovani e nelle nuove generazioni nel saper trovare quel sano spirito di competizione sportiva che rende nobile ogni atteggiamento umano.