Droghe di Stato e proibizionismo. Accoppiata mortale
Lo Stato vorrebbe per così dire «salvare la faccia», quando pubblicizza certi prodotti di monopolio, che promuove con slogan del tipo: «gioca con moderazione», oppure quando vuole ipocritamente terrorizzare, precisando che «il fumo uccide», nel caso delle sigarette. Ma nel caso di dipendenza, non è certo la ragione a prevalere. Vincenzo, da ilgiorno.it
INNEGABILE l’ipocrisia. Fumo, alcol e gioco d’azzardo sono piaghe legalizzate. Le statistiche evidenziano come il numero delle morti, seppure in modo indiretto, causate dall’uso delle sostanze stupefacenti sia in aumento e nello stesso tempo come la più banale delle lotterie può rovinare la vita a più persone di quanto non si creda. Qualcuno può obiettare che i singoli sono responsabili delle loro azioni, ma allora ci si chiede perché esistano ambiti in cui il proibizionismo viene ritenuto efficace, altri nei quali un divieto (spesso ignorato) per i minori di 18 anni viene considerato più che sufficiente. L’unico auspicio è che questi anni difficili possano servire per rimeditare certe operazioni di facciata, passando dalla teoria alla pratica.