La logica dei montiani è sempre un’altra
Come la Dc degli esordi, la Lista pro Monti di Montezemolo e soci nasce con la benedizione del Vaticano e l’attenzione degli Usa. Avendo il medesimo progetto, logica vorrebbe si associasse alla compagine guidata da Casini. E poiché è difficile identificarli con la sinistra di Bersani, Vendola e Camusso, sarebbe logica anche un’intesa col Pdl. Sorgerebbe così un nuovo centrodestra, in linea col Ppe e contrapposto ad una sinistra socialdemocratica. Ma la logica esula dagli orizzonti umani, e soprattutto da quelli politici. Prevalgono tatticimi e insofferenze personali. Certo, se Monti ‘scendesse in campo’ i centristi si unirebbero, ma scegliendo una parte si giocherebbe la chance di andare al Quirinale. Perciò l’attuale premier aspetterà gli ultimi sondaggi utili. A gennaio. Ma difficilmente saranno così incoraggianti da consigliargli di appendere al chiodo la casacca del tecnico super partes. Quanto al Pdl, le difficoltà di Alfano sono evidenti. Lui sarebbe per Monti, ma è sostenuto dagli ex An che non sono meno antimontiani della Santanché o della Meloni. Vincere le primarie, allora, non gli basterà per far chiarezza. Anche perché su tutti aleggia l’ombra di Silvio Berlusconi: animale ferito, perciò imprevedibile. La logica, dunque, forse c’è; ma è sempre e comunque ‘un’altra’.