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“Mai una polemica, fair play, rispetto dei rivali”: quanto è lontana dall’Italia la Cina di Lippi

Marcello Lippi, 64 anni, sta onorando il calcio italiano in Cina, dove, nella prima stagione alla guida del Ghuangzou Evergrande, ha vinto lo scudetto e la Coppa di Cina.

Due successi che arricchiscono
un palmarès strepitoso: 5 volte campione d’Italia con la Juve (1994-1999 e 2001-2004), ct italiana campione del mondo con gli azzurri nel 2006, primo allenatore nella storia del calcio ad aver vinto le massime competizioni internazionali sia a livello di nazionali sia di club (Champions League 1995-’96, Coppa Intercontinentale ’96) record condiviso con il ct della Nazionale spagnola ed ex allenatore del Real Madrid Vicente Del Bosque.
E ancora: l’unico allenatore, assieme a Miguel Muñoz e Alex Ferguson, ad aver disputato il maggior numero di finali di Champions League (4)

In un’interessante intervista rilasciata a Maurizio Crosetti per Repubblica, stamane Lippi ha raccontato la sua avventura cinese. “Vido da re su una nuvola”, è il titolo felice del suo racconto.

“Io non cambio di una virgola il mio modo di pensare, ovunque vada. Se vuoi vincere qualcosa, prova a vincere tutto. I cinesi sono formidabili negli sport di squadra, un po’ pigri in quelli di squadra, tendono a rilassarsi dopo una vittoria. Ma io li martello e loro sono reattivi. A Canton si sta benissimo, anche se è enorme. Il mio staff è quasi tutto italiano: viviamo in una specie di villaggio di proprietà del club, parliamo a calcio in ogni istante”. Domanda Crosetti: chissà quanto le mancano le beghe del nostro calcio… Ogni tanto mi telefona qualche giornalista e mi chiede se ho saputo di Conte e Cassano, di Moratti e Agnelli. Per carità, lasciatemi stare tranquillo sulla mia nuvola, dove nulla mi sfiora… In Italia la polemica è il pane quotidiano e non solo nel calcio”. In Cina no. “Per prima cosa, i tifosi applaudono sempre gli avversari. Mai un incidente, mai un’offesa”.

Pensando ai razzisti, ai violenti, agli invicivli, ai barbari che infestano gli stadi del Belpaese si capisce perchè la Cina non sia mai stata così lontana.

Xavier Jacobelli