Peter Gabriel, su ‘Solsbury hill’ sventola la bandiera della nostalgia
Ne vale la pena? Beh, sì se siete nelle stesse condizioni in cui rantola il vostro ammuffito blogger: ovvero stempiati, brizzolati, con in testa quel pendolo che va dal mellotron al prophet 5, se avete un po’ di pancia e in soffitta custodite una testa di volpe. Dimenticavo: nostalgici. E allora potreste essere incuriositi dal cofanetto con cui Peter Gabriel celebra i 25 anni di ‘So’, cui seguirà un tour. Già, lo dicevo: nostalgici. E lui lo è per primo. Il nuovo disco non si sa se e quando uscirà, l’ex arcangelo dei Genesis che ha appena perso il padre centenario preferisce respirare aria di gioventù. ‘So’ fu il suo successone planetario: ‘Sledgehammer’ la canzone tutta frizzi e lazzi capace di sdoganarlo anche ai ragazzini, alle radio. ‘Ai concerti di quel tour _ ricorda Tony Levin, fedele scudiero _, la gente conosceva ogni parola delle canzoni. Mai accaduto’.
Ora Gabriel riaffronta il suo passato. ma in maniera poco rivoluzionaria. Alcuni pezzi di ‘So’ li aveva già rilucidati di recente in chiave cameristica con la New Blood Orchestra, qua il nostro eroe si limita a una salomonica rimasterizzazione dell’album, che poco aggiunge, ma Gabriel salva l’operazione infilando nel cofanetto due cd dal vivo, la registrazione del concerto di Atene del 1987. Ecco, quello lì è un Gabriel all’apice: vigoroso, fisico, potente, incontenibile che attinge a piene mani dalla prima parte, la più mirabile, della sua carriera solista. In quei due cd straripa una musica formidabile, forte, aspra e meravigliosa, una sorgente inarrestabile, un vento che spalanca le finestre e mostra un mondo tutto nuovo. Non ci sono pezzi dei primi due album, tranne l’inevitabile ‘Solsbury hill’ e la commovente ‘Here comes the flood’, ma il terzo e il quarto capitolo della nuova vita dell’ex arcangelo splendono come stelle in una notte d’inverno. Ascoltate ‘Intruder’, ‘Lay your hands on me’, dove dal boato del pubblico si intuisce che Gabriel si è gettato in mezzo a loro, grazie al cielo senza fare la fine di quella notte degli anni 70 a Friars quando la gente si spostò e lui si sbriciolò una caviglia (ehm ehm). Sentite che roba è ‘The family and the fishing net’, un brano pazzesco, difficile ai limiti dell’inascoltabile, ma strutturato con un’architettura sonora così affascinante da farti innamorare per sempre se solo ti lasci conquistare. E poi ‘Games without frontiers’, mai così potente, e la finale ‘Biko’, con Youssou n’Dour, ancora poco noto. Ah, che delizia, Ci sarebbe anche la versione deluxe di questo ‘So’ resuscitato: con cd, dvd dal vivo, vinile e libretto, ma 140 euro mi son sembrati troppi. Meglio serbarne qualcuno per un eventuale tour che il ragazzo ha già annunciato con gli stessi ganzi di 25 anni fa, ovvero David Sancious alle tastiere, David Rhodes alla chitarra, Manu Katché alla batteria e il mitico Tony Levin al basso. Per ora si limita all’Inghilterra, date a ottobre 2013 e biglietti già in prevendita: quelli normali costano 58 sterline (71 euro). C’è anche un pacchetto vip assolutamente folle: posto riservato in prima fila, sconti per comprare il cofanetto, la possibilità di assistere al soundcheck e altri coriandoli. Il costo? 350 sterline (!!!!!!!!!!!!!), ovvero 432 euro (aiuto). Lo aspettiamo in Italia, curiosi di vedere come potrà affrontare, 25 anni dopo, l’energia di canzoni che sapeva cantare con l’anima di un vulcano. Nostalgico lui, nostalgici noi: i giovani chiuderebbero questo post con una faccina, una parentesi, e i due punti insomma come fanno negli sms. Io non so fare queste diavolerie, ma spero che l’emozione affiori ugualmente