La delusione della base: “Al governo i soliti noti”
Prendo atto del fatto che non esiste un sito, un indirizzo, un link, una bacheca del Pd dove posso scrivere queste poche righe. Il Pd alleato con l’intransigente estrema sinistra è un film già visto, che è finito con la consegna dell’Italia nella mani della destra, che in 10 lunghissimi anni l’ha portata materialmente e moralmente alla rovina. Bersani più Vendola (con Di Pietro a rimorchio, meno Mastella non ha insegnato nulla) sarà un remake di quel film. Renzi non passerà mai le primarie. Stesse facce di 15 anni fa, stesse idee di 15 anni fa, stesso modus operandi.
Da elettore di centrosinistra, quale sono ancora (mio malgrado), provo disgusto e assicuro tre voti in meno (il mio e quello dei miei familiari) per questo Pd che non mi rappresenta più.
Carlo DG, da ilgiorno it
IN QUESTA LETTERA si avverte il disagio di chi si sente tradito dai partiti e da chi li rappresenta. Quando si parla del rischio di alimentare l’antipolitica non si dovrebbe dimenticare l’origine del male. Agli scandali che hanno investito tutti i gruppi (nessuno escluso) è andato aggiungendosi il crescente distacco dalla base. Gli elettori, anche quelli storicamente più convinti, non si riconoscono più in chi dovrebbe rappresentarli. Colpa anche delle solite alchimie che hanno vanificato il tentativo di portare il Paese al bipolarismo e quindi a un’alternanza che avrebbe garantito stabilità. Per quanto possa sembrare assurdo, data la caducità dei governi dell’epoca, vi era maggiore continuità quando la vecchia Dc era al potere. Non sono però convinto che per Bersani questo secondo turno sarà una passeggiata. Oltre all’incognita Vendola, va sottolineato che Renzi ha conquistato molti consensi anche tra gli elettori del centrodestra, stanchi, come lei, di vedere sempre le stesse facce al potere.
ugo.cennamo@ilgiorno.net