Scienza di genere e rispetto per gli animali
Con notevole perplessità ho saputo che è stato istituito un premio per la ricerca sulla medicina di genere. A parte il fatto che non riesco a capire come una cosa neutra possa poi essere studiata dal punto di vista maschile e femminile, mi domando: ma con tutti i problemi che ci sono era proprio necessaria una simile distinzione?
Massimo Galli, da ilgiorno.it
TROPPO facile per me risponderle con un sì convinto: le donne, ad esempio, hanno una più alta aspettativa di vita che non implica una migliore qualità della stessa; infatti, le donne affrontano un maggior carico di malattie. Di più, la necessità di una scienza di genere trova sostegno in una proposta alla base del metodo: e cioè che è necessaria una vera attenzione a non abusare di animali e a ricorrere sempre, ove possibile, a tutti i metodi alternativi per ridurre crudeltà e sofferenze. Anche (se non soprattutto) quando si tratta di studiare nuovi ritrovati che ci aiutino a combattere l’invecchiamento o a mantenerci in linea. Da perseguire, senza dubbio, ma mai a discapito degli animali.
laura.fasano@ilgiorno.net
Ps: per informazione il premio quest’anno è andato a Ilaria Campesi, Francesca Calabrese e Rosalia Crupi.