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Prima si vota meglio è. Per tutti

Non c’è stato un voto di sfiducia, non è venuta meno la maggioranza. Dunque, non è una crisi di governo. Semplicemente, Silvio Berlusconi ha riconquistato il Pdl, e i tre quarti dei pidiellini che fino a ieri auspicavano un suo passo indietro si sono dichiarati ben lieti di farsi riconquistare. Tengono famiglia, e come tutti hanno il problema della rielezione. Al vecchio adagio ‘anticomunista’, il Cavaliere nuovamente in sella, in vista del voto aggiunge così un ‘frame’ di chiara popolarità: l’antimontismo. Che l’iniziativa politica sia stata del Pdl non vi è dubbio. Che gli altri attori in scena l’abbiano contrastata è invece falso. A soffiare sul fuoco sono stati in molti. Il ministro Passera, ad esempio, di cui è nota l’ambizione politica. E che forse pensando al proprio futuro più che al proprio presente ha offerto ai molti pidiellini riluttanti l’argomento per giustificare un’improvvisa carica al governo. Ancor più scoperto il gioco di Anna Finocchiaro. E’ stata infatti la capogruppo del Pd al Senato a drammatizzare gli eventi, evocare la crisi e chiamare formalmente in causa il capo dello Stato. Il quale, naturalmente, non ha gradito. A volere le elezioni al più presto, infatti, è il Pd ancor più del Pdl. E per come si sono messe le cose, c’è da credere che anche Mario Monti e Giorgio Napolitano la pensino così. Ne va, ormai, dell’interesse generale. All’agitazione del quadro politico, infatti, corrisponde quella dei mercati finanziari: prima si vota, meglio è. Per tutti. Ma prima ancora va approvata la legge di Stabilità, che arriverà al Senato il 18 dicembre. Accorpare le politiche alle regionali del Lazio il 3 febbraio è pertanto impossibile; arrivare alla scadenza naturale della legislatura votando il 7 aprile è invece impensabile. E’ opinione diffusa che le politiche verranno dunque anticipate al 10 marzo.  Meglio ancora sarebbe la metà di febbraio, ma occorrerebbe un accordo politico oggi difficile da immaginare. Di certo si voterà col Porcellum, e ancora una volta la gioia del Pdl si specchierà nell’allegria del Pd.