Tempo di elezioni. Tutte le colpe diventano di Monti
Non si sa come Alfano e il Pdl facessero a sostenere il governo dei banchieri impropriamente chiamati tecnici, i non eletti dal popolo espropriato dalla sua sovranità ma solo dal potere di qualcuno, che ha rimesso l’odiosa tassa sulla prima casa tolta proprio da Berlusconi nell’ultima tornata elettorale. Enzo Bernasconi, Varese
UN GOVERNO, continua il lettore nella sua lettera, «che è riuscito nell’impresa di affamare ancor di più i poveri e a scontentare pure i ricchi». Credo che il governo Monti, per quanto possa essere oggetto di critiche (e lei certo non gliene risparmia…) abbia dovuto, e sottolineo «dovuto», svolgere quel lavoro sporco che i partiti (tutti quanti) si sono ben guardati dal fare. Una cura che sarebbe sempre stata invisa da contribuenti già asfissiati da ogni genere di balzello. D’altronde lo spettro della Grecia aleggia da tempo sull’Italia. Può darsi che i risultati non siano così soddisfacenti come ci si auspicava, ma quale fine avremmo fatto se si fosse andati avanti con il governo Berlusconi? Alla vigilia del voto è bene tenerne conto per evitare i soliti errori.