Il conto in Borsa
Borse giù, spread su. Che ai mercati Monti abbia dato tranquillità è cosa nota. Che la reazione di stamattina fosse nei fatti lo hanno sostenuto in molti, anche se qualcuno aveva detto che non sarebbe accaduto nulla. Quello che convince meno è che sia colpa del ritorno di Berlusconi. Sicuramente questo aspetto pesa e fa la sua parte, ma c’è un conto che non torna se ci si accontenta dell’equazione: va via Monti, torna il Cavaliere, i mercati ci puniscono. Cosa non torna? Il fatto che finora sondaggi e non solo dicono che Berlusconi ha poco o niente possibilità di vincere le elezioni. Se partiamo da questo punto di vista allora c’è da chiedersi cosa temano i mercati: che Berlusconi torni ma perda? O Bersani e il centrosinistra a Palazzo Chigi? O fanno semplicemente il tifo per il ritorno del professore? I mercati, da sempre, danno un peso alle cose: sono normalmente spaventati dalle incertezze e dai conti che non tornano. Chiunque vada a Palazzo Chigi sa che i conti (pubblici) devono tornare. La ricetta di Monti e il ruolo che ha svolto in Europa hanno salvato l’Italia dalla speculazione, ma a caro prezzo. Prescindere dall’agenda europea sarà impossibile per chiunque. L’idea attribuita al professore di chiedere gli aiuti europei per vincolare il paese a questi impegni, chiunque vinca, non è affatto peregrina. Ultima nota: l’accelerata della politica anticipa di fatto quello che sarebbe comunque accaduto tra una trentina di giorni. Perch* tanto rumore?