Anno 2030: Cina prima economia, Usa superpotenza. Parola di intelligence
Agi Reuters pubblica un rapporto interessante. Si intitola Global Trends 2030: Alternative Worlds. È redatto dal National Intelligence Council, emanazione del
Dni (Directorate of National Intelligence), organismo che coordina le 16 agenzia di spionaggio Usa. Tra diciotto anni il mondo sarà sempre meno meno occidentale-centrico, con Nord America ed Europa in declino (insieme a Russia e Giappone). Il cuore pulsante del pianeta sarà sempre più spostato ad Est. La Cina — scrivono al Nic — sarà l’economia più grande, tallonata da vicino dall’India, che dovrebbe avere tassi di crescita più alti del vicino.
L’Asia, in generale sorpasserà l’occidente in termini di ricchezza, popolazione e spese militari. Ma gli Stati Uniti si confermeranno ancora la superpotenza del mondo, grazie alla capacità di Washington di formare e guidare coalizioni che affronteranno le sfide globali del futuro.
Per quanto riguarda le cosiddette “primavere arabe” — scrive Agi Reuters — per ora mutate in «freddi inverni salafiti», i giovani protagonisti del movimento dovranno pensare a diversificare l’economie eccessivamente petro-centriche perche’ le tecnologie ridurranno – come sta gia’ avvenendo con lo ‘shale oil e gas’ che stanno trasformando, nei prossimi anni, gli Usa in primo produttore al mondo davanti all’Arabia Saudita – la dipendenza del mondo avanzato.
Sul fronte geopolitico «se gli aytollah resteranno al potere in Iran e svilupperanno la bomba atomica, il Medio Oriente avra’ un futuro estremamente instabile”, si legge nel testo. La speranza risiede invece «nell’emergere di un governi moderati e democratici o in un accordo di pace israelo-palestinese».
Per il 2030 la minaccia del terrorismo islamico potrebbe essere finita, ma il terrorismo tou court non sparira’ completamente perche’ singoli Stati potrebbero avere
convenienza a perpeturae il ricorso a gruppi che continueranno ad usare gli stessi mezzi ma per fini etero-diretti.