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Bologna ko col Parma, Pioli allergico a Donadoni

Se Pioli batte regolarmente Mazzarri e si arrende a Donadoni, un motivo c’è. Il primo è innamorato del gioco, ama stordire gli avversari con una supremazia tecnica e un’aggressività da grande squadra. Il secondo è più stratega, più cinico, più sacchiano nel disegnare una squadra che sembra sbilanciata in avanti e invece fa della difesa il suo punto di forza.
Contro un tecnico e un avversario che somigliano molto al Bologna di oggi, la squadra di Pioli è andata in corto circuito, si è concessa un peccato di disattenzione e l’ha pagato a prezzo carissimo: sconfitta in casa con ribaltamento del risultato, proprio come il Bologna aveva fatto a Napoli.
Peccato davvero perché se la clamorosa doppietta del San Paolo avesse avuto seguito, la squadra di Pioli abiterebbe oggi in un comodo centroclassifica. E invece, alla ripresa del campionato, sul campo del Genoa di Del Neri, sarà di nuovo lotta al coltello per sopravvivere.
Peccato doppio perché dopo un primo tempo molto tattico e bloccato, il Bologna aveva trovato le chiavi per far sua la partita. Dentro il miracolato Kone per uno spento Gabbiadini e Morleo al posto di Perez, già ammonito e a corto di fiato.
Due cambi che hanno garantito slancio e dinamismo al Bologna e il gol del vantaggio firmato da Sorensen in mischia dopo la parata-capolavoro di Pavarini su testa di Kone e un ostinato dribbling di Diamanti al centro dell’area avversaria.
Il Parma ha avuto il merito e la fortuna di trovare il pareggio nel giro di un solo minuto, quando Valdez dai 25 metri ha scoccato un destro micidiale senza trovare un solo avversario che tentasse di fargli velo o di chiudere lo specchio della porta. Così mentre il Bologna cercava affannosamenrte di riprendersi il vantaggio, il Parma ha colpito con Gobbi e Sansone (suo il gol del 2-1) lungo le vie del contropiede.
E quando una punizione di Diamanti, quasi allo scadere, è uscita di qualche millimetro, Stefano Pioli ha capito che le cabale funzionano nel bene ma anche nel male. E che le bestie nere, nel calcio, sono dure da abbattere.
Risultato a parte, il Bologna conferma buon tono atletico, una confortante crescita di gruppo ma anche una spiccata tendenza a esprimere il meglio solo contro le grandi. A questo male, sottile e insidioso, Pioli dovrà trovare presto rimedio.