Buon 2013, l’anno del caos in cui “succederà di tutto”
Per la politica ‘tradizionale’, il 2012 è stato un anno orribile: anno trascorso, recalcitrando, al servizio di un governo subìto; anno del grillismo dilagante e delle ansie diffuse; anno della conclamata incapacità di Pdl e Pd ad uscire dai vecchi schemi in fatto di identità e alleanze, e con l’Udc di autoriformarsi in quanto partiti, di modificare il sistema politico (legge elettorale) e quello istituzionale (riforme costituzionali). Consoliamoci: il 2013 sarà peggio. Nel senso di più caotico.
Tra grillini, «giovani» e «società civile», più della metà dei mille scranni parlamentari a breve verrà occupata da neofiti. Brave persone, si spera, ma totalmente inesperte e potenzialmente fuori controllo. Incrociando un leghista alla Camera, Massimo D’Alema, noto «professionista della politica», l’ha così supplicato: «Cercate di farvi assegnare la presidenza delle commissioni di garanzia a partire da quella sui Servizi segreti: se ci arrivano i grillini, può succedere di tutto». E se all’imprevedibilità grillina si aggiunge il prevedibile caos dell’armata berlusconiana, inesorabilmente soggetta a strappi e tentazioni ‘centriste’, si può star certi che tra quelle all’opposizione la Lega si rivelerà la forza più stabile e in fondo responsabile (e abbiamo detto tutto…). La previsione di D’Alema, dunque, si avvererà: succederà di tutto. E non solo tra i ranghi delle minoranze.
Anche se da prendere con le molle perché molto dovrà ancora accadere da qui al 24 febbraio, i sondaggi offrono uno scenario di calma solo apparente. E’ probabile che Bersani e il suo ‘ingombrante’ alleato, Nichi Vendola, vincano le elezioni. Alla Camera è sicuro, al Senato c’è qualche dubbio. Qualora, perse due o tre regioni strategiche, la coalizione di sinistra si ritrovasse senza maggioranza a palazzo Madama, Monti offrirebbe a Bersani i suoi voti in parlamento. Se arriverà al 20% dei consensi, alla Camera il Professore avrà tra i 65 e i 75 deputati: non tantissimi, ma abbastanza per manovrare. Nascerebbe così un duro conflitto con gli eletti di Vendola, che si ritroverebbero n trincea assieme agli ex diessini filo Cgil, naturalmente contraposti a veltroniani, renziani ed ex popolari. Analogo scenario — favorito dalle decisioni necessariemente ‘dolorose che il governo dovrà assumere per far fronte a una crisi economica le cui cause sembrano non interessare nessuno — è previsto in caso di vittoria piena. Sarà che il pessimismo dilaga, ma tutti danno per scontato che la prossima legislatura durerà poco o più probabilmente vedrà alternarsi governi diversi.
Rispetto al quadro politico sarà una legislatura «costituente». Nel senso che terminerà con assetti diversi da quelli con cui è iniziata, e che in molti volteranno gabbana. Per Monti scomporre i poli rafforzando i ‘riformisti’ e isolando di conseguenza i ‘massimalisti’ è un obiettivo programmatico. Il progetto riguarda anche, e a maggior ragione, il Pdl. Dove l’incalzare delle elezioni e il ritorno in scena di Berlusconi hanno imposto una pace solo apparente.
Forza e coraggio: almeno dal punto di vista politico, il 2013 non sarà un anno noioso.