Nel nome di Badiali
TRA QUALCHE GIORNO saranno già 25 anni che Gianfranco Badiali non c’è più. Per chi non lo sapesse, Gianfranco era un giocatore della squadra di Falconara, uno dei vivai più gloriosi e fertili della nostra pallavolo. Se ne andò lasciando un grande vuoto l’8 gennaio del 1988, a soli 26 anni, poco tempo dopo aver scoperto, in seguito all’esame di un neo sospetto, di essere malato di melanoma. Nello stesso anno un incidente stradale si portò via Jimmy George, schiacciatore indiano dalla grande elevazione fisica e culturale. Da allora i palasport di Falconara e Montichiari portano i loro nomi.
IO NON AVEVO ancora 18 anni, e anche se frequentavo i palazzetti già da qualche tempo, non ho mai visto giocare dal vivo né Badiali, né George. Di loro ho avuto spiccioli di racconto da chi li aveva conosciuti. L’attenzione per la pallavolo e il lavoro mi hanno portato, negli anni successivi, a dovermi confrontare con altre morti ingiuste di ragazzi rapiti nel fiore della vita, da Davide Barbolini ad Archie Golas, ad alcuni dei quali ero anche affezionato personalmente, come Vigor Bovolenta. Chi è più vecchio di me potrà ovviamente smentirmi, ma a me sembra che la morte di Badiali fu la prima a scuotere tutto il villaggio del volley, che allora era molto meno globalizzato, e forse per questo più vero in certi sentimenti. Lo dico perché mi sembra che una cosa accomuni la morte di Badiali e quella di Bovolenta, a distanza di tanti anni: la capacità di chi è sopravvissuto di farne vivere il ricordo con le buone azioni. Ne parlo apposta, mentre l’anno cambia: ogni fine contiene un inizio, per chi ha il coraggio di guardare la vita a testa alta. Come fa Federica Lisi, come fanno da anni gli amici di Gianfranco.
A FALCONARA questa edizione del memorial sarà qualcosa di speciale, non solo perché 25 anni sono una cifra particolare. Da sabato 5 a sabato 12 gennaio, la cittadina marchigiana ospiterà un evento molto articolato, che ha avuto la benedizione del Presidente della Repubblica Napolitano. Il Gruppo Amici per lo sport, che organizza l’iniziativa, ha ricevuto la medaglia del capo dello stato dal sindaco Brandoni. Gianfranco sarà ricordato giocando in campo, ma anche facendo prevenzione fuori: sono già tutte esaurite le prenotazioni di visite gratuite per i nei, all’ospedale da campo della Croce Rossa in piazza Mazzini. Il resto sono partite di volley (con le nazionali master maschili e femminili e i due Badiali volley team), di sitting volley, e una tavola rotonda sul tema ‘Nei benigni e maligni, cosa fare) domenica 6 al cinema Excelsior con Giuseppe Ricotti e Lorenzo Dallari. L’amico Tarcisio Pacetti, uno che servirebbe tanto al volley di oggi, ma è troppo puro per poterci stare, dopo aver riportato l’anno scorso Tim Hovland, quest’anno ha ottenuto la presenza di alcune colonne della storia biancoverde: dal ceco Tomas al tedesco Sude, dal nostro ex ct Andrea Anastasi al francese Laurent Tillie, dal capellone svedese Nilsson (uno dei primi a tagliare le maniche della maglia) a Nurko Causevic, dal boscaiolo canadese John Barret ai talenti locali Pippi Lombardi, Travaglini, Giuliani. Nella squadra del Sitting Volley giocherà anche Stefano Cerioni, ormai ex ct del fioretto azzurro che ha dominato le Olimpiadi.