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L’arbitro che diceva a Boateng di non preoccuparsi, dimostra come il calcio italiano combatta i razzisti solo a parole

Per avere un’idea di come il calcio italiano combatta il razzismo solo a parole, basta ascoltare le parole prouniate da Kevin Prince Boateng ai microfoni della Cnn: “Non importa quale partita sia, se amichevole, se internazionale, o con la propria Nazionale, ma se fatti come quelli di ieri dovessero ripetersi, io lascerò ancora il campo di gioco. E’ stato importante per me il supporto ricevuto da persone come Rio Ferdinand e Patrick Vieira. Ieri l’arbitro mi diceva di non preoccuparmi, ma c’era da preoccuparsi. Non è stato bello. Ero arrabbiato ma anche triste, com’è possibile che accadano certe cose nel 2013? Non è la prima volta che sento certi cori nella mia vita, ma ho 25 anni e ne ho abbastanza”.

Capito? Dall’inizio della partita fra Pro Patria e Milan, il gruppo di barbari insultava Boateng, Muntari e Niang per il colore della loro pelle, con ululati, cori e bui, ma a Boateng che non ne poteva più, l’arbitro diceva di non preoccuparsi.

D’altra parte, che cosa si poteva pretendere da un fischietto appartenente a un Sistema che, in questi anni, il razzismo negli stadi è stato combattuto a colpi di multe ridicole?

Poteva l’arbitro di Pro Patria-Milan avere un sussulto d’orgoglio e sospendere la partita? Certo che poteva, ma, se l’avesse fatto, che cosa gli avrebbero detto i vertici della categoria? Che cosa avrebbe detto Braschi o Nicchi o Braschi & Nicchi, sempre pronti ad affermare che gli arbitri italiani siano i migliori del mondo, ma vigliacco se una volta abbiano mai ordinato ai loro sottoposti di fermare un incontro al primo ululato? E Abete, che si straccia le vesti di fronte all’indegno episodio di Busto Arsizio? Ha mai comandato, il presidente della Federazione, lo stop al calcio contro il razzismo? No, non l’ha mai fatto, con la scusa che, ufficialmente, tocca al funzionario di pubblica sicurezza prendere la decisione. E non l’ha fatto manco Beretta, presidente dimissionario della Lega di serie A dal marzo 2011 (record mondiale sicuramente imbattuto per sempre), ma lasciamo stare che è meglio.

“L’arbitro diceva di non preoccuparsi, però c’è di che preoccuparsi”, ha sbottato Boateng. Uno, dieci, cento Boateng.

Xavier Jacobelli