Contro la violenza non bastano le belle parole
Uccise per mano degli uomini di casa o abusate da sconosciuti incontrati per strada. L’ultima vittima, la ventiquattrenne bergamasca, aveva avuto solo il torto di essere andata a cena con le amiche. È un brutto mondo quello che vivono oggi le donne, se ne saranno accorti i politici che invadono le nostre tv in queste sere d’inverno?
Renata Rossi, Bergamo
Si spendono molte parole per dire che la violenza è una vergogna, ma non è credibile chi sparge queste stesse parole miste a retorica e fa mancare i fondi necessari per prevenire prima e assistere le vittime dopo. È anche troppo comodo dire che la lotta contro la violenza è solo un fatto “culturale”. Se, come è giusto, si chiede di eliminare in Italia gli sprechi della spesa pubblica, è altrettanto necessario che le strutture sul territorio abbiano uomini e mezzi per poter aiutare le donne che vorrebbero aiuto e assistenza, senza scaricare sul volontariato un compito che deve essere demandato soprattutto allo Stato. In balia di uomini violenti e senza scrupoli, ma anche di strutture che non ci sono o che non possono agire: ecco come si sentono oggi le donne nel nostro Paese.
laura.fasano@ilgiorno.net