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Doppio Gilardino e il Bologna scaccia la paura

Kone apripista, doppietta di Gilardino e ricamo finale di Gabbiadini. Finisce 4-0, con il successo più largo e più netto della stagione, la nodale partita contro il Chievo. Il Bologna ribalta con gli interessi lo 0-2 dell’andata e si porta a quota 21 in classifica, lontano dalla zona dei brividi.
In questo sabato di gennaio il Bologna ritrova il suo cannoniere principe, che non segnava da sei partite, ma soprattutto l’essenzialità di un calcio che non prevede manovre lunghe e avvolgenti ma soluzioni folgoranti e gelido opportunismo. Due gol arrivano su calcio d’angolo ispirati dal diabolico piede di Diamanti. Il primo è un colpo di testa di Kone nel cuore dell’area, il terzo un tocco in spaccata di Gilardino in mezzo a una selva di uomini. Fra i due acuti il ritorno al gol del Violinista che nasce dalla rabbia di Perez. L’uruguaiano, autore di una prova maiuscola a centrocampo, strappa palla in contrasto sulla trequarti e imbecca il Gila in verticale. E il bomber risolve con un tocco sotto alla sua maniera. In totale fanno 8 gol in questo campionato e 154 in carriera.
Nel finale di gara arriva anche la prodezza di Gabbiadini. A imbeccarlo è Pazienza, con un pallone in verticale, ma poi è l’attaccante a vincere di forza il contrasto prima di toccare deliziosamente in gol con la punta del piede sinistro in caduta. Un gioiello che ha ricordato l’Altobelli dei tempi d’oro.
Con questo 4-0 il Bologna regola molti conti con il passato e ritrova una classifica più serena. La sicurezza dei veterani (con Portanova e Antosson quasi insuperabili) il rinnovato vigore di Perez, la generosità di Gabbiadini e Diamanti e il gusto del gol di Gilardino sono sapori forti per il palato rossoblù. Certo, il Chievo paga un pedaggio carissimo al gol subìto dopo 13 minuti, che lo costringe a fare la partita. E il Bologna si trova servite le vie del contropiede, che da sempre predilige.
I limiti della squadra di Pioli restano quelli di sempre, con il consueto impaccio ad impostare la manovra e un faticoso collegamento fra centrocampo e attacco. Ma il calcio a volte è semplice, essenziale: corner e palle rubate in contropiede fanno parte del gioco, anzi ne sono l’anima. E il Bologna di oggi ha giocato con l’anima.