Perché 40075?
Cominciamo dall’inizio: perché 40075? Se vi state chiedendo perché abbia scelto un numero per dare il titolo a un blog appena nato, dovete sapere che 40075 non è un numero qualsiasi. 40075 sono i chilometri che misura la circonferenza della Terra. Noi, questi chilometri, li percorreremo tutti. Anzi, voglio spingermi oltre: saranno molti di più. Quello che iniziamo oggi sarà un viaggio che ci porterà in “quel che resta del Mondo”, che aprirà finestre su realtà spesso dimenticate. Guarderemo le cose attraverso gli occhi di chi è costretto a combattere ogni giorno per sopravvivere, privato di ogni diritto, compreso quello alla felicità. Racconteremo storie ordinarie di gente straordinaria, di qualsiasi razza o religione, che si mette al servizio del prossimo per dare una speranza, per regalare un sorriso. Storie che hanno tutte lo stesso scenario, a qualsiasi latitudine: quello di un Pianeta sull’orlo del default ambientale, a causa dell’azione dell’uomo. Un default molto più pericoloso di quello economico, ma che ci preoccupa di meno, nonostante stia facendo emergere conflitti finora sopiti. Un esempio è quello dell’Africa subsahariana, l’area intorno al Mali, per intenderci, dove i cambiamenti climatici spingono intere popolazioni a lasciare le proprie terre, alimentando la disperazione che ingrassa le file dell’estremismo religioso. Un precipizio in cui è scivolato anche il ricco Occidente, costretto a pagare il conto delle guerre contro il terrorismo da un lato e di eventi atmosferici sempre più catastrofici dall’altro. Ma ora è arrivato il momento di mettere lo zaino in spalla e partire. Il nostro viaggio inizia dall’India, l’unico luogo al Mondo in cui le disuguaglianze sono sancite dai testi religiosi, attraverso il sistema delle caste. E le meno uguali degli altri, anche qui, sono le donne. Le violenze che si sono susseguite nelle ultime settimane, mi hanno spinto ad arrivare a Calcutta, il capoluogo del West Bengala, dove la percentuale degli abusi sulle donne è la più alta di tutta l’India.