Donadio, libero di stupire
USERO’ un paragone calcistico, per far capire anche a chi non si intende di pallavolo la portata della storia che sto per raccontare. Diciamo che ciò che è successo ieri a Forlì, nella partita tra la Cmc Ravenna e Casa Modena, somiglia a una di quelle stranezze che ogni tanto capitano sui campi da calcio. Come quando segna un portiere, o ancora come quando il portiere viene espulso per un fallo in area, l’allenatore ha finito le sostituzioni, e in porta per fronteggiare il tiro dal dischetto di un campione che magari non sbaglia da anni, va un medianaccio al quale la maglia sudata già usata dal portiere sta larghissima. E ovviamente, il medianaccio para il rigore. Di recente l’ha fatto Felipe Melo al Galatasaray, per dire.
A FORLI’ è successa una cosa per certi versi analoga a Fabio Donadio, anche se un punto in una partita di pallavolo non vale quanto un rigore parato. Devo dire che, pur conoscendo da anni la fantasia tattica di Angelo Lorenzetti, allenatore di Casa Modena, credo che stavolta si sia superato. Secondo me, neanche lui si aspettava quello che sarebbe successo dopo.
I fatti. Casa Modena non può schierare il libero titolare, Loris Manià, bloccato alla schiena. Al suo posto gioca il giovane Luca Catellani, classe 1991, da Correggio. Solo che a quel punto manca il secondo libero, per ogni evenienza. E Casa Modena ha già altri problemi di assenze nel reparto schiacciatori, tanto da dover schierare come cambio dei martelli Alberto Casadei, che ha sempre fatto l’opposto.
Che ti inventa Lorenzetti? Il ritorno in campo di Donadio. Che era stato il secondo libero proprio a Modena nella stagione 2007-2008, poi aveva giocato a Verona in B1 e in categorie minori, prima di smettere a soli 24 anni. Quest’anno fa il terzo allenatore nello staff di Lorenzetti, si occupa di tenere lo scout (ruolo che domenica è stato trasferito a Manià), e ha giocato qualche partita nella serie C dei giovani di Modena, giusto per tenersi in forma. Quindi era già tesserato. Gli danno una divisa e lo mettono in panchina, per ogni evenienza. Quello che succede verso la fine del primo set però è davvero incredibile. Io non ricordo una cosa del genere, almeno.
Quando capisce che il primo parziale è già in tasca, sul 23-16 Lorenzetti manda in campo Donadio. Ma non al posto di Catellani: al posto di un centrale, Sala. Per battere, non per ricevere. E che combina Donadio? Ace su Zanuto. Il primo punto della sua carriera. Non il primo di un libero, perché quelli sono già tanti, nella storia: a volte una difesa finisce dalla parte opposta, nell’angolino. Ma liberi che fanno punti in battuta, non esistono. E infatti tecnicamente neanche Donadio lo era, ieri: perché il libero non può battere.
Alla fine, ai colleghi che lo intervistavano e gli facevano presente che era il suo primo punto, Donadio ha risposto: anche l’ultimo. In effetti, in carriera prima dell’ace (su tre servizi eseguiti) di ieri, per lui c’erano solo 251 ricezioni. Da ieri c’è un punto che, a modo suo, è nella storia del volley. Ah: prima di ieri, anche Luca Catellani a volte era stato impiegato per battere. Lo ha fatto quattro volte contro la Lube e due contro Verona.
Grazie a Fabrizio Monari e a Luca Muzzioli.