Divertiamoci con ‘nonno’ Vale
Ok, i risultati li conosciamo già. Buoni e incoraggianti. Ma proviamo ad andare oltre. E magari cercare di capire sotto quale stella è nata la nuova avventura di Rossi in Yamaha. Sensazioni positive ce ne sono tante. La M1 (campione del Mondo con Lorenzo) d’altra parte è una delle favorite, se non la favorita principale, al titolo 2013. Il lavoro, anche se siamo agli albori della stagione, è già buono e soprattutto si basa su una programmazione ‘alla giapponese’, orientata a ottenere il massimo non è adesso, ma quando inizieranno le gare. Bene, detto questo, dopo due giorni di lavoro in Malesia, diventa importante valutare come Valentino Rossi si affaccia alla nuova avventura in Yamaha.
Motivato? Senza dubbio. Anzi, di più. Battagliero? Lo è sempre stato, come farebbe a non esserlo dopo due anni al buio. Dottore? Ovvero pronto a studiare e a mettere a punto una M1 che sfiori la perfezione, per lui e per Jorge? Risposta affermativa. E allora ecco forse l’unica sensazione ancora da chiarire rimane quella dell’età. Vale non è più un ragazzino e _ parole sue _ qualche crampo dopo una lunga giornata di scorribanda in pista, comincia a farsi vivo. Inevitabile, ovvio, ma fa una certa sensazione vedere un Rossi che vuole ricominciare a vincere (perché è questo ciò che vuole di più) doversi impegnare a mille a rincorrere un Marquez spavaldo e giovincello che al debutto in MotoGp ha subito confermato di potersi meritare un posto fra i big. Ricorda proprio il ragazzino Rossi, il pilota della Honda. Irriverente e bravo, spericolato e calcolatore. Stai a vedere che Valentino è diventato ‘nonno’ in queste 2013. E nessuno ancora c’aveva pensato.