Juve troppo forte per il Bologna e Naldo spalanca la porta a Vucinic
La grande illusione del Bologna si ferma al settimo minuto del secondo tempo quando Diamanti e Gilardino realizzano su calcio di punizione il gol perfetto. Cross teso con parabola diabolica di Alino e frustata di testa del bomber. Peccato che la doppia prodezza sia cancellata da un netto fuorigioco di Gilardino.
Sfuma l’illusione di vincere la quarta partita di fila e comincia il cammino verso l’inevitabile sconfitta contro una Juve a un passo dallo scudetto. Spese le energie migliori nel primo tempo, il Bologna cede fette di campo sempre più larghe a una Juve che macina gioco con natualezza assoluta e con uno straordinario spirito di squadra.
Due girate di Giovinco (fuori la prima conclusione, fra le braccia di Curci la seconda) convincono Pioli che il Bologna sta rischiando troppo. E allora fuori Kone e dentro Naldo per infoltire la difesa. Ma il calcio non è matematica e un difensore di ruolo in più non significa squadra più coperta. Sfruttando un invito di Marchisio, Vucinic si appoggia con la schiena proprio al colorato brasiliano, ruota il corpo e si libera al tiro per infilare Curci con un tocco di punta. Un colpo da campione che ha il potere di sottolineare le improvvise fragilità del Bologna. Compreso il nervosismo di Perez che si accende come un cerino dopo un fallo su Chiellini e non si spegne più.
Quando il Bologna prova a riprendere in mano la partita si trova davanti il tonicissimo centrocampo della Juve e una difesa insuperabile con Barzagli e Bonucci dominatori. E poco prima della mezzora un’altra intesa fulminante Marchisio-Vucinic spedisce il centrocampista a tu per tu con Curci, beffato da un preciso esterno destro. Pioli, vista la mala parata della difesa con i tre centrali, spedisce in campo Lazaros e Moscardelli per cercare una rincorsa disperata, ma la gara ha già scritto i titoli di coda e la Juve si è cucita sul petto un bel pezzo di scudetto.
Resta la polemica finale fra Pioli e Conte per l’eccesso di esultanza dell’allenatore juventino che sembra tarantolato mentre inneggia alla sua Juve. Davanti alla squadra bianconera, però, il Bologna di oggi deve ancora chinare il capo. Ma con la voglia matta di ritentare l’impresa impossibile alla prossima occasione.