Inquietudini
Inquietante. La velata minaccia della Bundesbank — senza riforme nessun aiuto all’Italia — e il salvagente lanciato a Cipro al prezzo di un prelievo forzoso sui depositi bancari, sono due istantanee d’Europa che dovrebbero essere distribuite a tutti i parlamentari italiani della diciasettesima legislatura. E a quelli dell’Europarlamento. Ai primi per ricordare i rischi che corre il paese. Ai secondi per rammentare le ragioni del successo degli eurocritici un po’ ovunque nel vecchio Continente, e ricordare loro che l’Europa non può ridursi a un controllo di bilanci senza speranze e sogni. Prendiamo l’euro: i parametri di Maastricht e il rispetto del patto di stabilità obbligarono il nostro Paese a una corsa contro il tempo pagata anche con un’eurotassa solo in parte restituita. Ma una decina d’anni fa c’era un traguardo da raggiungere, c’era un obiettivo per il quale concorrere. Per non parlare degli anni ’50, quando la Ceca — la prima delle comunità europee — mise in comune carbone e acciaio, le due materie prime per le quali in Europa si è combattuto per decenni e decenni, nel nome di un’idea semplice: mai più guerre tra noi. Oggi per cosa chiede i sacrifici l’Europa? Sarebbe l’ora di un nuovo Libro bianco che stabilisca dove vogliamo andare. Missione impossibile per un’Europa disunita, trainata dai ragionieri (tedeschi) e povera di statisti.
Pubblicato su Qn domenica 17 marzo 2013