Anche lassù corri ragazzo corri
Pietro Mennea, addio. Una leggenda. Avresti messo la sveglia alle 3 di notte per vederlo correre in diretta, magari anche dall’Australia, nei 100 metri, nei 200 e nella staffetta 4 per 100. Ricordo che alla fine della carriera provò a cimentarsi anche nei 400 metri, accodandosi agli altri atleti e superandoli negli ultimi metri. Era l’erede di Berruti. Chi sarà il suo?
Iddu, da ilgiorno.it
Per due giorni l’Italia si è messa in fila per salutare un uomo che «ha regalato un sogno». Non solo lo sport infatti ha reso omaggio a Pietro Mennea ma anche tanta gente comune, tifosi, appassionati: generazioni che si accavallano perché l’impresa di quel ragazzo del sud è impressa nella storia d’Italia. Giovani, anziani, donne e uomini in coda per manifestare affetto a un campione della normalità fuggito via troppo presto. Perché se n’è andato un idolo della nostra adolescenza, il ricordo dolce di quando eravamo bambini. Sì, perché lui, che era partito da Barletta ed era giunto sul tetto del mondo, è stato ben oltre che «la riscossa della gente del sud». Era la faccia pulita (e scomoda) dell’atletica, l’orgoglio nazionale che travalica ogni confine. Un esempio per tutti.
laura.fasano@ilgiorno.net