Mike e il muro ecologico
DA CENTRALE sapeva benissimo come si faceva un muro. Oggi Mike Van de Goor si occupa di farli costruire bene, per tirare su case a risparmio energetico. A quasi 40 anni, da compiere nel prossimo maggio, il fratello minore di Bas è tornato in Olanda dove ha chiuso la sua carriera. In Italia giocò quattro stagioni, dal ’96 al 2000: nella prima a Modena, da riserva, vinse comunque scudetto, Coppa Italia e Coppa Campioni. Poi andò a Parma e infine a Padova, per le ultime due stagioni. Non era facile venire dopo un fratello maggiore così bravo, e capace di fare tutto. Ma anche se in Italia è stato solo per quattro stagioni, Van de Goor II, come si scriverebbe nelle figurine Panini, ha saputo lasciare un buon ricordo nelle piazze in cui ha giocato.
Oggi vive ad Harderwijk, nel centro della sua nazione. Da dove gestisce un sito internet dedicato alle tecnologie ecologiche per costruire le case (www.passiefhuismarkt.nl). Ed è un uomo fatto, ormai: “Mi sono sposato e ho due figli, un maschio di 10 anni e una femmina di 8. Negli ultimi tre anni mi sono occupato di sviluppare siti web, tutti collegati all’edilizia a risparmio energetico”, racconta. Aveva già studiato le tecniche di costruzione vent’anni fa, ha ripassato per aprire il sito: “Era un progetto che avevo in mente, ho approfondito il discorso del risparmio energetico”.
Dell’Italia ha bei ricordi, a partire da Modena: “In mente mi vengono soprattutto la città e il palazzetto, dove ci siamo allenati davvero tantissimo. Ricordo anche un ristorante, Le Macine, esiste ancora? A Modena ho incontrato tante persone molto gentili, che mi hanno aiutato a imparare l’italiano, per me non era facile”. L’interprete vero era il fratello Bas: “Ho trascorso tanto tempo con lui e la sua fidanzata, ma mi piaceva anche girare da solo per esplorare la città. Anche a Padova, dove sono andato un paio di stagioni dopo, mi sono trovato bene. Vivevo vicino al centro storico, era la mia terza stagione, in Veneto ho giocato di più e meglio, e mi sono goduto la vita”.
Dell’Italia parlano di rado, ormai, in famiglia: “Siamo più orientati al futuro. Ma ogni volta che andiamo a mangiare al ristorante, rimpiangiamo la cucina italiana». Sa poco anche della squadra di Modena che va in campo adesso: “So che fino a qualche tempo fa c’era Dick Kooy, ho giocato con lui nella mia ultima stagione in Olanda, e anche con Wytze Kooistra che è passato da Trento e Modena. Ormai non gioco più a pallavolo, preferisco il tennis e la boxe».
E il tennistavolo, sport nel quale da piccolo era una promessa? “Sono troppo alto. L’ultima volta abbiamo giocato su un tavolo mini con mio fratello, non era facile, ci siamo fatti qualche risata”.