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Elezioni Usa, il ritorno di Gingrich

Solo in America si può rinascere e affondare in una settimana, riaprire una corsa o perderla dopo avere investito centinaia di milioni di dollari. La politica spettacolo, soprattutto durante le ‘primarie sanguinarie’, è una ‘dirty dance’ fatta di accuse e insulti, dossier e tradimenti, appoggi e abbandoni. L’inevitabile Mitt Romney battuto dall’impresentabile Newt Gingrich. Il declino del predestinato, la resurrezione del detestato.

Le primarie in South Carolina, più ancora che in Iowa e New Hampshire sono diventate questa volta una ‘corte di giustizia’ per i candidati in gara: secondo le prime proiezioni di voto, Gingrich ha strapazzato Romney staccandolo di 9 punti. A dimostrare che quel che conta di più in un Paese sterminato e con tre fusi orari, è la prova tv, il giudizio del pubblico.

Gingrich ha toccato in diretta le corde giuste definendo «Obama il presidente dei buoni pasto» e il suo rivale Romney «un repubblicano incerto che non dice quanto paga di tasse». È bastato questo per proiettare Newt dal 20 al 42% dei sondaggi e far scendere Mitt dal 40 al 24. L’aspirante presidente Romney sembra avere un problema lungo e serio con la denuncia dei redditi. Anche nel 1994, quando si presentò in Massachusetts non volle mostrarla, ma allora, siccome pure Ted Kennedy non rese pubblica la sua, entrambi vennero ‘perdonati’. Stavolta è diverso: un candidato alla Casa Bianca deve essere creduto dalla gente e non può trasferirsi nello Studio ovale con i «segreti di famiglia».

Molti si meravigliano che gli strateghi di Romney non abbiano previsto l’arrivo di una simile richiesta, non aiutando il loro candidato a preparare una risposta adeguata e credibile. L’ostinazione di Mitt, il suo promettere di mostrare la cartella delle tasse solo dopo la nomination, ha creato sospetti pesanti, forse inutili, ma sicuramente dannosissimi. È per questo che Newt il peccatore, costretto a dimettersi dalla Camera per irregolarità più di 13 anni fa, che ammette le sue colpe e i suoi tradimenti coniugali, finisce per rinascere e trionfare anche nella moralista Charleston e punta a una seconda vittoria in Florida, la settimana prossima. Le primarie per la loro dinamica spietata diventano una confessione pubblica dei peccati. Vince chi sa giustificarli meglio, non chi pretende di non averne mai avuti.