Grillo, un talebano destinato ad un clamoroso ridimensionamento
Non sono un esperto di sondaggi (ma ce ne sono? Visti gli esiti delle ultime elezioni comincio a dubitarne). Però sono uno a cui piace parlare con la gente. E la gente, gente comune, gente di tutti i giorni, mi ha dato un input: che per l’avventura a cinque stelle di Beppe Grillo sia cominciato il tramonto.
Almeno una decina di persone (dal giornalaio al fornaio, dal falegname all’architetto, dalla professoressa di latino alla ristoratrice, etc) mi hanno detto che se si dovesse andare presto a nuove elezioni col cavolo che rivoterebbero Grillo. Tutti delusi dal comportamento tenuto da Grillo e dai grillini in questi giorni di consultazioni per la formazione del nuovo governo.
Nessuno, dico nessuno di quelli che mi hanno trasmesso la loro amarezza, ha condiviso l’atteggiamento da “talebano” tenuto da Grillo soprattutto nei confronti del segretario del Pd Bersani, l’eroe dei due voti (capace di vincere alla Camera e non vincere al Senato) che chiedeva collaborazione per un nuovo governo. Il no assoluto opposto da Grillo ha fatto infuriare parecchi dei suoi fan.
I quali fan, tanti geneticamente di sinistra (a quanto mi sembra di aver capito) si erano costruiti in testa prima delle elezioni un film tutto loro.
Un ragionamento tipo: voto Grillo e non voto Pd (o qualche altro partito di centro) per dare una scossa a tutto l’apparato e per arrivare finalmente a quelle riforme invocate dalla gente da decenni. Voto Grillo e non voto Pd anche perché di certo il Pd ha uno zoccolo duro che gli permetterà di vincere comunque e anche per dare una lezione ai tutti quei dirigenti del partito democratico che non vogliono il rinnovamento, che hanno sfinito la gente con tutte le loro beghe legate alle primarie e che sono riusciti a segare in maniera vergognosa Matteo Renzi, l’uomo nuovo che se fosse sceso in campo avrebbe sbaragliato tutta la concorrenza.
Era questo il ragionamento di tanti grillini dell’ultima ora, momentaneamente in fuga dal Pd. Con una postilla grande come una casa nella loro testa: tanto poi a cose fatte il Pd inviterà Grillo a fare un’alleanza di governo e Grillo, pur di vedere realizzate tutte le riforme che chiede (dalla nuova legge elettorale al dimezzamento del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle Province al drastico ridimensionamento dei costi della politica) accetterà di andare a dare una mano a Bersani e compagnia litigiosa.
Un ragionamento cinematografico che in teoria non faceva una piega. Un ragionamento che doveva avere in testa una bella fetta di normal people ma anche tante donne e uomini di spicco almeno a giudicare da quello che stanno esprimendo in questi giorni convulsi personaggi come Dario Fo, Celentano, Battiato, Fiorella Mannoia e altri.
Ma Grillo ha sorpreso tutti, gente normale e personaggi noti ed ha detto, ridetto e ribadito che il movimento 5 stelle non darà mai la fiducia a nessun partito tradizionale. Continuando, col suo atteggiamento talebano, a far rimanere l’Italia in uno stallo che appare giorno dopo giorno sempre più drammatico.
Grazie Grillo, avranno pensato molti, grazie Grillo per il vergognoso comportamento che hai nei confronti non tanto dei partiti (e chi se ne frega) ma nei confronti di tante persone che ora dopo ora, grazie anche a quello che non fai tu, vedono deteriorarsi la qualità della vita.
Insomma mi sembra d’aver capito dal mio personale sondaggio (pronto a sbagliare come stimatissimi sondaggisti di professione) che una bella fetta di elettori sono in queste ore imbufaliti col comico che volle farsi leader. Un movimento, quello di Grillo, che se dovesse continuare con questo atteggiamento assolutamente negativo, potrebbe anche essere parecchio ridimensionato in caso di malaugurate elezioni.
Molti grillini rispondono alle contestazioni: Grillo è coerente con quello che ha sempre detto. Altri grillini, pentiti del loro voto, replicano: i talebani non hanno mai portato bene a nessuna società civile e democratica.