La stella di Mercedes
NO, non vi parlerò di una macchina. La Mercedes alla quale mi riferisco in realtà viene chiamata da tutti gli amici Meche, di cognome fa Gonzales, e vi ho già parlato di lei, di suo figlio Michele che ha giocato in serie A, ma soprattutto ha studiato a Stanford e in Israele (dove si è occupato di antiterrorismo, quindi immagino che in questi giorni stia guardando con occhi più consapevoli dei nostri alle bombe di Boston), del suo e mio amico John Kessel, e del suo passato da campionessa del volley, in Italia e con la maglia della nazionale peruviana.
Qualche giorno fa, Meche è tornata a vedere la sua terra, il paese di Chimbote. E la televisione locale le ha dedicato un servizio lungo oltre 8 minuti, che potete vedere qui . Il titolo la dice lunga, perché definisce Mercedes Gonzales una ‘gloria del volley chimbotano’. Le hanno dato le chiavi della città, hanno intitolato una via e il palazzetto alla madre, l’hanno portata a conoscere i bambini che non sapevano chi fosse. Ovviamente lei ne è molto felice. E spero che non si offenda se dico che nel servizio c’è un po’ di retorica tipicamente latina. Però la domanda vera è un’altra: è vero che noi le Olimpiadi non le abbiamo mai vinte, ma quando porteremo ai Fenomeni e a tutti i ragazzi che in questi anni hanno portato la nostra immagine ad altissimi livelli sotto rete, il rispetto che in Perù portano a Meche a distanza di così tanti anni?