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Il fantasma del Faraone

Il Milan esce dal “trittico di fuoco” (Fiorentina-Napoli-Juventus) con le ossa rotte  e con soli due-punti-due. Questa è la verità nuda e cruda. E’ vero che il parrucchiere di Terni, Paolo Tagliavento, ha tagliato la cresta a Balotelli levandolo di torno per due dei tre incontri, è vero che Max Allegri si è incaponito a mettere in campo Robinho, che era come giocare con un uomo in meno, è vero che proprio nella partita più importante, quella contro il Napoli, El Shaarawy è stato relegato in panchina a “ricaricare le pile”. Ma non ci sono alibi. Dopo una rincorsa travolgente, il Milan è tornato sui vecchi standard d’inizio campionato quando veleggiava in zona retrocessione. Avanti di questo passo, il terzo posto comincia a traballare, ora che la Fiorentina è solo a un punto. Duole dirlo, ma anche il Piccolo Faraone è regredito a quei livelli e ci ha lasciati tutti con un palmo di naso. Per correre, corre. Va su e giù sulla fascia, ma non combina più niente. E’ in crisi. Un fantasma si aggira per il campo, il fantasma del Faraone che sembra diventato una piccola mummia. Non sappiamo che cosa gli sia capitato, tutti assicurano che il ragazzo ha la testa sulle spalle e che si allena molto seriamente. Forse più che ricaricare le pile aveva bisogno di staccare la spina. Ma proprio ora doveva andare in crisi?  E’ giovane, qualche battuta d’arresto ci sta, aspettiamolo pure. Ma, per favore, facciamo in modo che non diventi Godot.