Alegher, Alegher…
I vari campionati europei non sono ancora finiti, ma i giochi sulle principali panchine sono già fatti. Il “nostro” Carletto si sta occupando del mercato del Real Madrid e Pep Guardiola, ancora prima della finale a Wembley, ha stilato la lista arrivi e partenze dalla stazione di Munich, sponda Bayern. Mourinho – come potrebbe mancare lo “special one” – fornisce lo stesso tipo di servizio al club di Abramovich e ha posto la condizione di trattenere sia Lampard sia Terry, che venivano dati in partenza. In casa rossonera, invece, pare che certe decisioni – a sentire i diretti interessati – non siano all’ordine del giorno. Il ritornello è sempre lo stesso: Allegri ha ancora un anno di contratto. E anche: prima di tutto la qualificazione Champions. Una condizione, però, che pesa sulla testa del labronico Max come la spada di Damocle. Certo, il presidente onorario ha fatto trapelare che a lui, sulla panchina del suo club, vedrebbe meglio uno come Seedorf. E Barbara ha opportunamente chiosato che certe decisioni non le prende lei ma suo padre. Ovvio. E tutti si chiedono: che cosa passa per la testa del patron rossonero? Sarà una di quelle felici intuizioni che l’hanno reso celebre in passato? Oppure solo un’errata valutazione che potrebbe costare cara al Milan? Chissà chi lo sa, avrebbe proclamato Febo Conti. Certo è che Galliani sembra in forte imbarazzo, stretto tra la parola presumibilmente data ad Allegri e i diktat del suo padrone. Nessuno oggi è in grado di valutare se l’olandese Cavaliere dell’ordine di Orange-Nassau possa essere l’allenatore delle future vittorie rossonere. Anzi, nessuno può dire che allenatore sarà, perché Clarence non ha mai allenato. C’è solo da sperare che la “boutade” presidenziale non incida in negativo sulla lotta per il terzo posto, ma possa servire a rimotivare allenatore e squadra.