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Cappotto all’Olimpico: un Bologna desolante

Figuraccia desolante. Sei gol in un colpo solo il Bologna di Pioli non li aveva mai presi. E’ un vero e proprio choc per un allenatore che ha costruito la sua carriera sul senso pratico e le qualità difensive. Contro la Lazio del ciclone Klose (5 dei sei gol portano la firma del sempiterno centravanti tedesco), il Bologna si scioglie come neve al sole.
Invece di trovare motivazioni e forza dalla salvezza virtuale, la banda di Pioli mette in piedi una prestazione allucinante. La superiorità tecnica della Lazio in fatto di palleggio è indiscutibile e i piedi d’oro di Hernanes, autore del secondo gol con una deliziosa palla a girare, ne sono l’emblema.
Ma il Bologna ci mette tanto di suo in questa sconfitta di proporzioni storiche. Il centrocampo non filtra, tutto il reparto è evanescente, perfino Taider si abbandona a peccati di presunzione pagati carissimi. La Lazio con la palla tra i piedi è veloce, limpida, quasi chirurgica nelle sue esecuzioni, e con Klose ritrovato la porta del Bologna è subito in allerta.
Battesimo ingrato per il giovane portiere Stojanovic, che respinge corto un tiro di Candreva per consegnarlo al tap-in inesorabile di Klose. Il tedesco è pure in fuorigioco ma l’arbitro non lo vede e di qui comincia la rovinosa caduta del Bologna. Hernanes fa bis e poi fioccano le prodezze del bomber di Germania, favorite da un Bologna molle e impreciso e da una difesa in costante affanno. Abero conferma tutti i suoi limiti sulla corsia sinistra ma è soprattutto il duo nordico (Sorensen-Antonsson) a deludere. Ogni volta che Klose riceve palla, può giocarla in modo comodo e letale per Stojanovic e le chiusure sulle fasce arrivano sempre in ritardo.
E’ una sconfitta indigesta per Pioli e per il pubblico rossoblù, che si aspettava un finale di stagione con qualche luce accesa dopo tanto patire. E invece il Bologna scende al posto numero dodici della classifica, resta inchiodato a quota 40, dove la salvezza non è ancora matematica perché il Palermo ha 32 punti. Ci sono tre partite per cancellare anche gli incubi dell’era Mazzone e per ritrovare motivazioni e slancio agonistico. Di certo questo cappotto romano, questo set perso a zero, servirà a Pioli anche per costruire il futuro del Bologna: le pagelle di promossi e bocciati potrebbero cambiare.