Il miracolo della madonna rossonera
Proprio mentre stavo per dare indicazioni di cambiare il titolo del mio blog da “Rosso e nero” a “Rosso di vergogna”, a Siena si è compiuto un miracolo che passerà alla storia del club rossonero come quello di Medjugorje è entrato negli annali della cristianità. L’unica annotazione che ci sovviene in merito alla partita è quella che se al posto dell’arbitro Bergonzi ci fosse stato l’ineffabile parrucchiere di Terni, Paolo Tagliavento, non sarebbe finita così. Del resto fra tutti i commenti post partum registriamo un leit motiv comune: “Allegri ha sbagliato la formazione ma poi ha rimediato nel secondo tempo”… Ora, una delle prime regole del calcio così recita: è meglio azzeccare la formazione dall’inizio, piuttosto che azzeccare i cambi nella ripresa. Ma l’imprevedibile Conte Max ci ha abituati a scendere a patti con le nostre coronarie. Non solo. La frase più ripetuta da un miracolosamente ancora vivo Adriano Galliani, nonostante le emozioni patite in tribuna che avrebbero potuto procurarglii l’innesto di qualche by pass, è stata: “Nel girone di ritorno abbiamo fatto gli stessi punti della Juventus, negli ultimi tre anni Allegri ha collezionato 234 punti”… E via di questo passo. Ma siccome i numeri non mentono, dobbiamo osservare che di questi 234 punti, il Milan ne ha fatti 82 nell’anno dello scudetto, con una media inglese di +6, ne ha fatti 80 l’anno scorso, quando ha perso lo scudetto, con una media inglese di +4, e ha raggiunto quota 72 quest’anno, che si è qualificato per un soffio non alla Champions League ma ai preliminari (che sono ben altra cosa!), con una media inglese negativa di -4. Dunque i numeri ci parlano in maniera inequivocabile di una parabola discendente. Ciò detto, gioiamo pure per lo scampato pericolo, ma facciamo anche un pensierino al futuro di questo club che, raggiunto il pareggio di bilancio, deve tornare a vincere in Italia e in Europa. Con lo stesso Max Allegri? Chissà… “Futuro sempre incerto è” diceva Joda, il maestro dei Jedi.