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L’intuizione di Zanda: mettere fuorilegge tutti gli avversari

Un vulcano di idee in piena eruzione, Luigi Zanda. Giovedì il capo dei senatori del Pd ha detto che Silvio Berlusconi va reso ineleggibile e dunque estromesso dalla vita politica, ieri assieme ad Anna Finocchiaro ha depositato un disegno di legge che impedirebbe al Movimento Cinque stelle così com’è di presentarsi alle elezioni. Ma guai a pensare si tratti di colpi bassi: «È una questione di democrazia», dicono nel Pd. Intendiamoci, il conflitto d’interessi di Berlusconi è questione reale, ma la legge cui si appella Zanda è del ’57 e se negli ultimi vent’anni la sinistra non l’ha invocata, farlo oggi sarebbe quantomeno sospetto. Stesso discorso per i grillini. Il Movimento è gestito in maniera a dir poco opaca, d’accordo, ma l’articolo 49 della Costituzione cui Zanda si richiama per consentire l’accesso alle elezioni e il beneficio dei relativi contributi pubblici solo ai partiti dotati di «metodo democratico» è rimasto lettera morta per 65 anni filati. Proprio oggi che i grillini gli succhiano voti il Pd ritiene giunto il momento di colmare quel vuoto? Zanda non appartiene alla tradizione comunista, è un ex democristiano, già stretto collaboratore di Francesco Cossiga. Eppure, sembra aver aderito senza sforzi all’antica prassi del Pci-Pds-Ds (ed oggi Pd) di far lotta politica impugnando le categorie della morale. Da Alcide De Gasperi in poi, non c’è stato avversario che non sia stato elevato a rango di nemico. Nemico della democrazia, naturalmente. Una parabola che per molti aspetti  riguarda anche Beppe Grillo e il suo Movimento. Perché chi di «trasparenza» e «finanziamenti» ferisce, di trasparenza e finanziamenti rischia di perire. E perché in fondo sono stati a loro ad agitare per primi la questione dell’ineleggibilità di Berlusconi. Una nemesi: capita quando si fa politica brandendo l’etica. A giudicare dunque dalle trovate su Berlusconi e i grillini, sembra che i ‘democratici’ abbiano rinunciato alla speranza di battere gli avversari a volto scoperto e sul campo della politica. Visto l’andazzo, c’è da credere che se Nichi Vendola non accetterà di confluire nel Pd col capo cosparso di cenere, a breve Zanda proporrà una legge costituzionale per precludere l’ingresso in parlamento a chiunque porti l’orecchino al lobo sinistro e sia cresciuto a Terlizzi. Così, giusto per affermare un principio generale.