Lettera a mia figlia
CATERINA, i giornalisti a volte sono noiosi. A casa spesso parlano solo del loro lavoro. Il loro ego ipertrofico e vorace è ghiotto di retorica, effetti speciali da buoni sentimenti o cinismo da romantici andati a male. Golosità irresistibili quando, per esempio, devono scrivere una lettera ai figli dagli anni della crisi. Sbrigherò la pratica con una premessa, una moneta, due libri e una maglietta. La premessa: quando i grandi ti dicono che il tuo futuro sarà peggiore del loro presente o che si stava meglio quando si stava peggio, tu, nativa digitale del terzo millennio, sorridi: parliamo dei nostri fallimenti, non delle tue possibilità.
LA MONETA è quella da un euro coniata in Italia: tuo papà si ostina a credere che l’Europa unita sia un sogno e non lo spettro che è. La monetina ha impresso su un lato l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, simbolo del Rinascimento italiano e, sull’altro, le stelline europee. Sul primo lato ci sono le tue radici, sull’altro il tuo orrizzonte di europea nata in Italia. Naviga dentro questa moneta come smanetti con l’iPad e scoprirai storie e valori che hanno fatto di te quella che sei.
IL PRIMO libro è «Il Cigno Nero» di Nassim Taleb, scienziato dell’incertezza. Spiega che il futuro è imprevedibile. Che lo sconosciuto e l’improbabile dominano il mondo mentre noi perdiamo tempo col conosciuto e ripetuto. Parliamo dei libri letti mentre dovremmo ricordarci di quelli non letti. Cerchiamo conferme rassicuranti e resistiamo all’improbabile mentre, come Socrate, sappiamo solo di non sapere. Storia e vita non si imbrigliano. Non sono equilibrate, né ragionevoli. Anche noi siamo Cigni neri, unici e imprevedibili. Capaci come te, a sei anni, di zittire mamma e papà sentenziando: «Tanto il tempo fa cosa vuole». Discutevamo di sole e pioggia, vale per il futuro.
IL SECONDO libro raccoglie «Le leggi fondamentali della stupidità umana» scritte (allegro, ma non troppo) dallo storico dell’economia Carlo Maria Cipolla. Sappi che lo stupido è la persona più pericolosa che esista poiché procura danni ad altri senza vantaggi per sé (come i banditi) o subendo perdite. Il numero degli stupidi è sempre sottovalutato. La stupidità è indipendente da altre caratteristiche. Ti servirà ricordarlo.
La maglietta la conosci, è blu, stinta da anni e lavaggi come tuo papà, c’è stampata una frase di un anonimo giapponese. Mi hai chiesto: «Papà, quanto mi vuoi bene?». Ti ho letto la maglietta: «Se vuoi sapere quanto è grande un amore conta le onde del mare». Sii curiosa Cate, metti amore (e un po’ di rabbia) in tutto ciò che fai. Il resto verrà.
Questa lettera è stata pubblicata mercoledì 22 maggio 2013 su Qn. Fa parte di una serie che trovate qui.