Sallusti, don Gallo e Denti ovvero il peso delle parole
All’incirca quindici anni fa Alessandro Sallusti, oggi alla guida de Il Giornale, è stato il mio direttore. In realtà nel corso di quel breve periodo diventammo anche amici, condividendo la passione per il running. E proprio andando la mattina a correre si parlava del nostro lavoro, di ciò che ci aveva deluso e di quanto ci aspettavamo. In quegli anni Sallusti non era un volto noto del piccolo schermo, ma un collega che si era fatto strada passando prima dal Corriere della Sera e poi affiancando Vittorio Feltri in diverse avventure editoriali. Bene, nel corso di quelle sgambate mattutine, su un punto eravamo più che mai d’accordo, ovvero sulla constatazione di quanto sia difficile e faticoso l’atto dello scrivere. Sallusti all’epoca dosava le parole, le centellinava, una scelta che condividevo e nella quale continuo a credere. Proprio perché in un’epoca in cui le parole si sprecano, entrambi le consideravamo un bene prezioso da non gettare al vento. Pagando un prezzo alto per chi dovrebbe tentare di essere ogni giorno in prima pagina, ovvero quello di finire nell’ombra ‘avvantaggiando’ chi non si fa scrupolo di scrivere anche le solite ovvietà. Bene, cos’hanno in comune don Gallo, Roberto Denti e l’Alessandro Sallusti di quegli anni lontani? La comune visione del peso delle parole. Denti e don Gallo, che ieri abbiamo fisicamente perso, non si sono mai uniti al coro. Hanno sempre espresso le loro idee senza scendere a compromessi, mettendo in primo piano i contenuti ed evitando luoghi comuni. Per questo il loro esempio illuminerà la strada di molti. Anche di chi si è perso per strada, diventando il megafono di altri e non dà più il giusto peso alle parole, forse dovendone usare troppe. Ma la vita è lunga e, come ha insegnato don Gallo, si può sempre cambiare. E noi uomini dobbiamo saper comprendere la natura dell’uomo. Pur restando dalla parte dei deboli, degli umili e degli oppressi. Quelli che non si preoccupano di apparire, ma che chiedono solo di poter vivere. A costo di apparire scontati agli occhi di chi pensa solo a se stesso ed è convinto di essere dalla parte del giusto.