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Preghiera laica per un esorcismo

 

Permettete, in poche righe, di rivolgere verso l’alto questa laica preghiera: ti prego, o Signore, fa che almeno stavolta lorsignori si astengano da ogni giudizio, fa che illustri teologi, commentatori professionisti, credenti ferventi e scettici miscredenti evitino di gettarsi nella mischia per stabilire se quello del Papa sia stato vero esorcismo o solo caritatevole gesto. Domenica scorsa, in piazza San Pietro, Francesco ha preso tra le mani la testa di un tizio che gli è stato presentato come indemoniato. Abbiamo visto tutti la scena, o Signore: il Pontefice concentrato, le labbra che si muovevano appena, sollecitate da silenziosa litania, e poi lui, il posseduto, che lentamente abbandonava i tremiti e la sofferenza, e ritrovava, forse, una pace interiore a lungo cercata e mai rintracciata, dentro e oltre le colonne di San Pietro. O Signore, ascolta chi è laico e anche chi si professa religioso: non lasciare che qualcuno, chiunque, con polemiche terrene sporchi quel gesto, lo banalizzi catalogandolo, ne soffochi il significato. Esorcismo o non-esorcismo?

Signore, tuo Figlio, se non avesse lasciato anzitempo questa Terra, ci avrebbe risposto: non ha nessuna importanza, non è questo il punto. Se ne avesse ancora voglia, tuo Figlio ci spiegherebbe: l’ho fatto anch’io, andate a rileggervi le Sacre Scritture, mille uomini in pena ho incontrato che avreste potuto dire indemoniati, e a ognuno ho portato conforto. Come? Secondo qualcuno, trasmettendo energia, la materia di cui è fatta l’umanità. Così Francesco ha donato a quel poveretto, già consegnato dal sapere degli uomini al Demonio, la forza per uscire dalle sue angustie. Consolandolo anche, facendogli capire: non sei solo.

La preghiera è energia. L’energia si dona pregando. Non sapremo mai se lì, a fronteggiare Francesco, domenica ci fosse realmente Satana fatto persona. Ma, Signore, ascolta la preghiera di un laico: non farcelo sapere. Perché anche chi non crede ne è certo: il Diavolo esiste ed è presuntuoso. E perciò, come tu ci insegni o Signore, il peggior dispetto che possiate fargli è uno solo: ignorarlo.